
Lamezia Terme - La Corte d’Appello di Catanzaro ha disposto il dissequestro di diversi beni, che erano stati oggetti di confisca nell’ambito dell’operazione Alesia realizzata dalla Dda di Catanzaro nel febbraio 2021. In particolare, i giudici hanno tolto i sigilli su un patrimonio complessivo di 15 appartamenti a Lamezia Terme; una lussuosa villa in città, due terreni agricoli, di cui uno coltivato a vigneto a Lamezia; un appartamento ubicato nella provincia di Firenze; quattro autoveicoli e una moto. Il tribunale ha accolto i ricorsi in appello presentati dalle difese di Pasquale Cerra e Adelina Ferraiolo (difesi dall’avvocato Lucio Canzoniere ) e Palma De Sensi (difesa dall’avvocato Antonio Larussa).
La Corte nello specifico ha evidenziato con riferimento ai beni riconducibili al nucleo familiare di Cerra, che non ricorressero le condizioni per poter confermare la confisca di primo grado, poiché Cerra avrebbe dimostrato le entrate lecite del periodo in contestazione e che nel periodo di costruzione della villa in città non vi sarebbe rilevata pericolosità sociale dello stesso Cerra. La Corte ha quindi provveduto al dissequestro dei beni mobili ed immobili. Secondo le accuse che erano state mosse all’epoca dalla Dda il patrimonio confiscato – dal valore di circa due milioni di euro – sarebbe stato conseguito da soggetti riconducibili alla criminalità organizzata e contestualmente erano state emesse 13 misure di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
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