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Lamezia Terme - Dopo l’interrogatorio di Marco Lento ieri, al carcere di Regina Coeli a Roma, oggi è stata la volta delle altre tre persone coinvolte nella cosiddetta “Operazione Arianna”, condotta dalla Polizia di Stato e che scaturisce dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore Domenico Galletta. Francesco Salvatore Pontieri e Gino Giovanni Daponte, difesi rispettivamente dagli avvocati Renzo Andricciola e Francesco Gambardella, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. A rispondere, invece, alle domande del Gip Carlo Fontanazza è stato Peppino Daponte che, assistito dal suo legale, l’avvocato Andricciola, ha chiarito la sua posizione dichiarandosi estraneo alle accuse che gli sono state mosse. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i quattro avrebbero gestito lo spaccio tra Lamezia Terme, Milano e Roma, avendo tra i loro clienti anche facoltosi imprenditori. L’operazione è stata possibile seguendo i movimenti di denaro su una postepay intestata a terzi, ma che in reale sarebbe stata in possesso di Gino Da Ponte considerato dagli inquirenti il capo del gruppo.

C.S.

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