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Lamezia Terme - La guardia di finanza di Lamezia ha sequestrato beni per circa 900.000 euro. Il provvedimento, disposto dal G.i.p.  Carlo Fontanazza su richiesta della Procura, è stato eseguito nei confronti di sei imprenditori, due società e una ditta individuale della zona, responsabili di truffa aggravata per il conseguimento indebito di fondi comunitari e nazionali, reati tributari e falso. L’operazione, denominata “dark ink”, era stata avviata dalle fiamme gialle nel 2011 e ha già condotto al sequestro di uno stabilimento industriale a Martirano (Cz), in cui venivano illegalmente prodotti inchiostri e “cartucce” di “toner” contraffatti, falsificando anche un noto marchio riconducibile ad una multinazionale operante nel settore. Approfondendo e completando le investigazioni i finanzieri hanno accertato che lo stabilimento, oltre a fabbricare generi contraffatti, era stato anche realizzato mediante l’indebita percezione di fondi comunitari e nazionali. Infatti, si è accertato che tale finanziamento, richiesto per oltre 1.200.000 euro e già erogato per oltre 650.000 euro, è stato ottenuto mediante l’esibizione di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti, documentazione bancaria e quietanze di pagamento fittizie ed altri documenti ideologicamente o materialmente falsi. Sono, inoltre, state effettuate violazioni tributarie penalmente rilevanti, per oltre 250.000 euro.

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Sulla base delle investigazioni compiute dal gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, su richiesta della locale Procura, è stato quindi emesso dal G.i.p., un decreto di sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie degli indagati, fino alla concorrenza di circa 650.000 euro, inerenti le quote del finanziamento percepite, e di circa  250.000 euro, riferiti alle violazioni in materia di Iva. I finanzieri di Lamezia Terme hanno sequestrato saldi attivi di conti correnti, quote societarie, appartamenti, terreni e altri beni immobili e mobili per un importo tale da raggiungere quelli cautelari stabiliti dall’Autorità giudiziaria, finalizzati ad assicurare il pieno recupero delle risorse finanziarie conseguite illecitamente dagli indagati.

GLI INDAGATI E LE RELATIVE ACCUSE

D’Assisi Paolo, nella sua qualità di socio accomandatario gerente della C.r.n. di D’Assisi P. & C. S.a.s., amministratore unico della Compcart A.r.l. e amministratore di fatto della Ink Power Srl  Indagato per frode fiscale, falso e truffa a danno dello stato in concorso ex art. 110 c.p. con Stranges Giuseppina, Stranges Vincenzo, Talarico Giancarlo, Ciliberto Claudio, Lucchino Pasquale, Alessi Casimiro.

Stranges Giuseppina, già amministratore unico dal 30/9/2002 al 18/4/2005, della Sengreen Italia Srl, indagata per frode fiscale, falso e truffa a danno dello stato.
 

Stranges Vincenzo,  titolare della ditta individuale (dal 7/3/2005 al 1/6/2010)  tecno costruzioni e arredamenti di Stranges Vincenzo, indagato per frode fiscale, falso e truffa a danno dello stato in concorso ex art. 110 c.p. con D’Assisi Paolo.
 

Talarico Giancarlo, amministratore unico della promo. Store srl, indagato per  indagato per frode fiscale, falso e tentata truffa a danno dello stato in concorso ex art. 110 c.p. con D’Assisi Paolo.
 

Ciliberto Claudio,  titolare della d.i. Colorint di Ciliberto Claudio, indagato per frode fiscale, falso e tentata truffa a danno dello stato in concorso ex art. 110 c.p. con D’Assisi Paolo.
 

Lucchino Pasquale, presidente del consiglio di amministrazione del consorzio multimediale Co.mi.t.el. Indagato per frode fiscale, falso e tentata truffa a danno dello stato in concorso ex art. 110 c.p. con D’Assisi Paolo.
 

Alessi Casimiro, residente in Suisio (Bg), amministratore unico della Alessi Inchiostri Italia Srl, indagato per frode fiscale, falso e tentata truffa a danno dello stato in concorso ex art. 110 c.p. con D’Assisi Paolo

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