
Lamezia Terme – Si è concluso, con la conferma da parte della Corte di Appello di Catanzaro, un altro atto giudiziario dell’operazione denominata “Delta”, con la quale, nel 2010, erano state arrestate 12 persone, accusate a vario titolo dei reati di “intestazioni fittizie di quote, beni ed utili societari diretti a consentire l'arricchimento occulto di uno degli indagati”. Ieri i giudici del Tribunale di Catanzaro hanno confermato la condanna a due anni e mezzo di reclusione per Pietro Iannazzo, 35 anni, che era stata emessa il 19 febbraio scorso dal Gip del Tribunale lametino Barbara Borelli.
Iannazzo, assistito dagli avvocati Francesco Gambardella e Renzo Andricciola, nella sentenza di primo grado, per cui era stato prima rinviato a giudizio e aveva poi scelto il rito abbreviato, era stato assolto per due capi di accusa relativi a due società, la “Coeme Srl”ed “Emmedue Srl”, mentre era stato condannato per intestazione fittizia di beni e quote societarie per quanto riguarda la società “Deltavi Costruzioni Srl”. Per gli altri undici indagati, invece, la loro posizione è stata archiviata e Iannazzo è rimasto l’unico imputato. Le motivazioni della sentenza, emessa ieri dai giudici della Corte d’Appello, saranno depositate tra quindici giorni e i legali di Iannazzo avranno dieci giorni di tempo per decidere se ricorrere in Cassazione.
C.S.
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