
Lamezia Terme – Tre piazze di spaccio collegate l’una all’altra. Se la droga non era possibile acquistarla in una parte di Lamezia, gli acquirenti si spostavano alla successiva. Così era organizzato lo spaccio dei Cerra-Torcasio-Gualtieri fatto venire a galla nell’operazione Dioniso che ha portato all’arresto di 47 persone considerati affiliati alla cosca.
Alla Trempa, feudo storico della famiglia Gualtieri, proprio nel centro storico di Nicastro, a gestire lo smercio erano Cesare Gualtieri e suo figlio Nicola ma fino alle sette e mezza di sera, perché dopo, come si legge nelle intercettazioni tra alcuni tossicodipendenti, il “market” della droga chiudeva per riaprire il giorno successivo: “[…] E allora dai, però sbrigatevi perché dopo le sette e mezza non danno più niente”.
A “Ciampa di cavallo”, la zona delle case popolari nei pressi dell’ospedale, lo spaccio era gestito da Giuseppe Gullo, Concetto Pasquale, Franco e Antonio Franceschi. Lo spaccio al dettaglio, poi, veniva eseguito “su autorizzazione dei gestori delle piazze di spaccio che immettevano sul mercato lo stupefacente che viene da loro fornito”.
Mentre nella zona di Capizzaglie, lo spaccio era gestito da un’intera famiglia: quella dei Torcasio. A finire nel giro anche la moglie di Danilo Torcasio, Silvia Mascaro, il fratello Luca, il padre Antonio e anche la madre Teresa Estino, che cedeva lo stupefacente agli assuntori dal cancello dell'abitazione, su indicazione del figlio.
La “piazza” è in questo caso una via, nel cuore del quartiere: l’eroina viene consegnata tramite le sbarre del cancelletto della casa dei Torcasio e le donne non rimangono in disparte. Silvia Mascaro, la moglie 27enne di Danilo Torcasio, aiuta il marito in molte delle attività, arrivando anche a contrattare e parlare direttamente con Sebastiano Strangio, andando a portare soldi e a prendere droga direttamente nella locride. Molto spesso è lei ad interloquire con i fornitori, facendo da tramite per il marito, come quando partì per incontrare personalmente Strangio per pianificare l’acquisto di 200 grammi di eroina nella locride.

L’acquisto travagliato dei 200 grammi di eroina
Una partita di droga travagliata, perché le trattative continuano per 20 giorni: è la Mascaro a interloquire direttamente con Strangio che le chiede un anticipo per l’acquisto “Silv vedi per stasera se mi puoi mandare mille euro urgente che nn so dove sbattere la testa” scrive Strangio, ma la Mascaro risponde che senza il marito non se parla “Oh sono sola qui lo capisci questo? non ti posso dire sicuro mille o 800 quello che riesco” per poi spiegare in un altro messaggio che “Danilo torna domenica ti manda a dire che domenica risolvete tutto”. Dopo vari incontri i coniugi si accordano con Strangio e gli consegnano i soldi ma Strangio ritarda con la consegna tanto che anche la Mascaro fa diversi viaggi “a vuoto” nella locride.
“Danilo: Oh Sebastia...sono tre giorni...sono tre giorni Sebastia...che lo sa questo...
Sebastiano: Eh... lo so Dani...ma tu pensi.. che... tu devi pensare una cosa... che non posso fare..ma tu lo sai che se ti dico si ...domani mattina può cadere il mondo...capito?..e va così...tranquillo e non ti preoccupare di niente...Hai capito?..devi stare tranquillo...tu lo sai che con me devi stare tranquillo.. non è che a dire ci sono problemi
D.: Fai una cosa...allora domani mattina quando...hai i documenti nella mano...mi chiami...che vengo dai...e se no..è inutile che torno a venire domani per niente...
S.: Eh..no...no...è sicuro domani, quando li dico di venire è sicuro..quello...già me lo ha detto...domani puoi venire sicuro..capito?..adesso non ha potuto.. va bene?..ma stai tranquillo...ti dico una cosa...stai tranquillo no?
D. : Va bene... dai”.
Passano i giorni ma l’eroina tarda ad arrivare e Danilo Torcasio, intercettato, si lamenta con il fratello:
Luca “[…] che bastardo, che "strifizzo" però oh!
Danilo: e non tanto ci viene adesso lui qua o Lù.
L.: eh eh.
D.: non deve venire qua?
L.: e si, intanto un gesto del genere.
D.: l'ha proprio c*cata.
L: non l'ha c*cata?
D.: ah?
L.: l'ha c*cata si, l'ha c*cata.
D.: l'ha c*cata proprio, non si doveva permettere.
L.: eh!
D.: ma ma che figura di m*rda, ti ha chiamato pure che scendeva oh.
L.: eh. ti rendi conto”.
Dopo giorni di accordi, alla fine è Danilo Torcasio ad andare da Strangio per prendere i 200 grammi di eroina, e lo fa con la macchina del fratello Luca, accompagnato da Francesco Tropea. Le forze dell’ordine però, li tenevano d’occhio cos, presa l’eroina, nel viaggio di ritorno vengono intercettati sulla Statale 18, nei pressi del bivio di Palazzo. I due non si fermano all’alt e cominciano una fuga rocambolesca. Tropea butta l’eroina dal finestrino, successivamente recuperata dai carabinieri, che però non riescono a raggiungerli anche se verranno poi arrestati quella sera stessa. Danilo Torcasio, mentre è in macchina ha il tempo di chiamare il fratello per avvisarlo dell’inseguimento e il padre per chiedergli di procurargli una tuta per cambiarsi. La preoccupazione del fratello è, però, rivolta anche al fatto la macchina utilizzata era la sua e che i carabinieri avrebbero potuto risalire al fratello:
“Luca: si... ma... ho capito che tu non ci sei e ci sentiamo più tardi... no... però ti voglio dire tu mi dici in questo modo... cioè se mi devono venire qua... una cosa a me!...
Danilo: e che ti devono fare... <incomprensibile> ehh.. che c*zzo ti devono fare...!
L.: come che c*zzo mi devono fare... se hanno preso il numero di targa... ma tu Stai scherzando!
D.: e gli dici che ce n’è un'altra di macchina con questo numero di targa... che vuoi da me?... eh!..
L.: ma perché... scusa... perché tu onesto ti hanno visto in faccia... ? Fammi capire!..
D.: e non lo so... !
L.: mah... vi è corso dietro o l'avete trovato per strada ferma? com'è che era?...
D.: oh... una era ferma... e un'altra e... mi è corsa dietro dietro...eh...!
L.: ah e quella ferma ti ha messo la paletta?...
D.: sì sì... !
L.: ah... !
D.: eh... !
L.: e va buò... dai gli dico... gli dico che io avevo una p*ttana nella macchina e non mi sono fermato...! che gli devo dire.... questo?
D.: ah che gli devi dire... la macchina è ferma lì oh Luca... m*nchia e che film che ti stai facendo...
L.: e va bene... è ferma qua la macchina...!
D.: la macchina mia non si è mossa proprio... anzi portala al lavaggio e falla lavare <incomprensibile> pure di fuori...!
L.: tu dici!...
D.: sì sì... va!”.
In mezzo c’è anche la moglie di Danilo Torcasio, Silvia Mascaro che, invece, depista i carabinieri che erano arrivati a fargli visita a casa cercando il marito, ed è lei stessa a parlarne con il cognato al telefono:
“Silvia: Eh... <incomprensibile>... dice che... "se Luca era qua" …"no, mica abita qua con me"... "ah, va bene lo sappiamo, fà... ma prima non è che vi siete sentiti", io gli ho detto "no, perché sono ai domiciliari"
Luca: Come?
S.: Dice se ti avevo sentito, gli ho detto di no perché sono ai domiciliari... mi ha detto "prima non ti ha chiamato per la valigia di tuo marito?" Gli ho detto "no, perché è passato ... <incomprensibile>... la valigia, perché io il telefono ce l'ho spento"... ah, ma dove abita dalla mamma?... No, no, mi fa... "siamo andati dalla mamma e dalla mamma non c'è"... "e che ne so io, io sono chiusa qua in queste 4 mura" gli ho detto... io non so niente... ha detto "va bene, allora se lo sente gli dice che lo stiamo cercando, di recarsi subito ai Carabinieri... <incomprensibile>... fratelli"... quindi venivano da te... <incomprensibile>...
L.: E va bene, ho capito dai”.
Una famiglia che aveva fatto della droga un vero e proprio business.
Claudia Strangis
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