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Lamezia Terme, 7 agosto - “Doppio colpo perché si tratta di due distinte operazioni che hanno un denominatore comune, ovvero un segnale che si vuole lanciare ai commercianti e agli imprenditori di Lamezia che devono decidersi da che parte stare e fidarsi della magistratura e delle forze dell’ordine. Il buon esito di ‘Doppio colpo’ è dovuto anche alla collaborazione delle vittime dell’estorsione e dell’usura. La risposta degli operatori economici è stata positiva”. Con questo appello diretto e deciso Guido Marino, questore di Catanzaro, ha introdotto la conferenza stampa sull’operazione “Doppio colpo” tenutasi questa negli uffici della questura del capoluogo. L’azione investigativa ha sventato dei tentativi di estorsione ai danni di titolari di attività commerciali nella città della Piana ed ha portato all’arresto di tre giovani affiliati ai clan della Piana. Il questore, affiancato dal capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti, e dal dirigente del commissariato lametino Antonio Borelli, ha anche rimarcato la stretta sinergia messa in campo dagli uomini della polizia del capoluogo e di Lamezia.

Una stretta collaborazione che si è ulteriormente intensificata in queste ultime settimane dopo le operazioni Medusa e Medea, e dopo le conseguenti azioni di ritorsione nei confronti dei pentiti che hanno scoperchiato la “cupola” del clan Giampà. La vendetta della cosca contro chi sta vuotando il sacco, ha fatto vivere giornate di tensione ai lametini che nella notte sono stati svegliati dai boati delle bombe ai danni di esercizi commerciali del centro, o che hanno visto andare al fuoco le abitazioni, ormai deserte, dei pentiti. “Le ferie o la carenza di personale non ci fermeranno nel nostro lavoro – ha commentato Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro –qualsiasi altro fatto criminale su Lamezia riceverà adeguata risposta da parte dello Stato. Ormai siamo in possesso di materiale probatorio che ci consente di andare a prendere gli uomini delle organizzazioni ndranghetiste, come e quando vogliamo. Certo – ha aggiunto Borrelli – al magistrato che sta facendo un ottimo lavoro sul territorio lametino, bisognerebbe affiancare un altro collega a supporto in modo da imprimere un’accelerazione alle indagini”. Il procuratore aggiunto della Dda ha detto che la Dda è in possesso di informazioni “riguardanti le organizzazioni criminali in ampie zone di tutto il territorio calabrese, oltre che del lametino. Ora – ha spiegato Borrelli – questo materiale dobbiamo solo svilupparlo”.

Maria Scaramuzzino

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