
Lamezia Terme - Si sono presentati stamattina davanti al Gip del Tribunale di Lamezia, Valentina Gallo, l'ex rappresentante del Comune Emanuele Ionà, il presidente della Provincia Enzo Bruno e l'imprenditore Floriano Noto, dopo la richiesta di interdizione presentata dai magistrati in seguito allo scandalo Sacal, emerso con l'operazione Eumenidi. Bruno, accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Mosca e Iannello, ha risposto alle domande del giudice, chiarendo la sua posizione in una vicenda per la quale si dichiara "totalmente estraneo". I difensori del presidente della Provincia hanno specificato che è stata prodotta “documentazione a sostegno della propria difesa, tra cui la copia delle dimissioni da componente del Cda della Sacal trasmesse nell’immediatezza della notifica dell’ordinanza, al fine di favorire un sereno svolgimento delle indagini. Confidiamo fiduciosi – hanno poi commentato - nell’operato della magistratura auspicando una celere definizione del procedimento giudiziario".
Si è avvalso della facoltà di non rispondere, invece, l'ex rappresentante del Comune di Lamezia nel Cda Sacal, Emanuele Ioná ma tramite il suo legale, l'avvocato Sergio Rotundo ha prodotto tutta la documentazione necessaria.
Più di un’ora e mezza di interrogatorio, poi, per l’ingegnere Floriano Noto, anche lui colpito dalla richiesta di interdizione, in qualità di rappresentante della Camera di Commercio di Catanzaro nel cda della Sacal. All’uscita, nessuna dichiarazione ma il suo legale, l’avvocato Francesco Gambardella, ha chiarito che l'imprenditore ha risposto a tutte le domande e a ciò che gli viene contestato dagli inquirenti. Domani si continuerà con gli altri interrogatori e a presentarsi davanti al Gip, tra gli altri, ci dovrebbero essere Gianpaolo Bevilacqua e Angela Astorino.
Ieri, invece, sono stati i vertici della Sacal, Massimo Colosimo, Ester Michienzi e Pierluigi Mancuso a presentarsi in Tribunale per sostenere l’interrogatorio davanti al Gip Valentina Gallo. I tre sono ai domiciliari da una settimana con l’operazione “Eumenidi”. Lunghe ore di colloquio per tutti e tre durante le quali hanno risposto al Gip e ai magistrati. Per i tre, tutti agli arresti domiciliari, nessuna istanza di revoca della misura. Il prossimo passaggio sarà, con molta probabilità, al Tribunale del Riesame che potrà decidere in merito.
Pesanti le accuse mosse dalla Procura lametina che, dopo indagini serrate, da parte della Polaria e della Guardia di Finanza, hanno scoperchiato il “vaso di Pandora”, scoprendo un giro di raccomandazioni, con una irregolare gestione del Progetto “Garanzia Giovani”, viaggi, pranzi, soggiorni in alberghi di lusso, consulenze fantasma e selezioni artefatte di personale. Le accuse, infatti, spaziano dalla corruzione, al peculato, all’abuso d’ufficio e falso. Un meccanismo consolidato in quello che i magistrati hanno definito “un vero e proprio sistema di malaffare”.
C.S.


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