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Lamezia Terme – E’ stato accolto l’appello sull’ordinanza e sulla sospensione dall’incarico, nei confronti di Angelina Astorino, 59enne, responsabile del centro per l’impiego di Lamezia Terme, coinvolta nell’operazione “Eumenidi”. Un’operazione che ha riguardato diversi illeciti penali, riscontrati nella gestione dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme: sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti è fnito anche il meccanismo che ha portato all’assunzione di alcuni giovani in Sacal tramite il progetto “Garanzia Giovani”.

La decisione sulla misura è stata presa dal Tribunale di Catanzaro che ha accolto l’istanza presentata dal difensore dell’Astorino, l’avvocato Lucio Canzoniere. L’appello era stato presentato per quanto riguarda l’ordinanza del Gip del Tribunale di Lamezia sulla posizione dell’Astorino. Il Tribunale ha deciso, inoltre, di dichiarare “per l’effetto, cessata la misura cautelare della interdizione della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio di responsabile del centro per l’impiego di Lamezia Terme”, applicata all’Astorino proprio con quella ordinanza di Maggio.

L’operazione Eumenidi è scattata nell’aprile scorso, dopo mesi di indagini da parte dei finanzieri del gruppo della guardia di finanza di Lamezia e degli agenti della polizia di frontiera dello scalo lametino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lamezia. Corruzione,  peculato, falso, abuso d’ufficio e varie forme di concussione sono alcuni dei reati contestati e al centro delle indagini sono finite anche le assunzioni in Sacal con il progetto Garanzia Giovani: ad essere inseriti nella società che gestisce l’aeroporto lametino, attraverso il progetto finanziato con fondi pubblici, regionali ed Europei, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sarebbero stati amici e parenti degli indagati, che avrebbero ottenuto il tirocinio attraverso anche pressioni di politici locali e dirigenti pubblici.

A disporre la misura della sospensione dalla carica pubblica per l’Astorino e per altre cinque persone, coinvolte nell’inchiesta, era stato il Gip del Tribunale di Lamezia Terme, Valentina Gallo su richiesta del Procuratore della Repubblica Salvatore Curcio e dai sostituti Marta Agostini e Giulia Maria Scavello, che hanno coordinato la complessa operazione di polizia giudiziaria.

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