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Lamezia Terme -  Chiuse le indagini per 16 persone nell’ambito dell’operazione denominata “Filo Rosso” scattata a giugno 2017. Nove le persone che furono arrestate un anno fa dalla Polizia di Stato in quanto ritenuti presunti affiliati alla cosca Giampà di Lamezia. I destinatari delle misure restrittive sono stati accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso e di numerose estorsioni a carico di esercizi commerciali ed imprenditori di Lamezia Terme, oltre che di una serie di intimidazioni consistite nel posizionamento di bottiglie incendiarie nei pressi delle attività commerciali e di danneggiamenti con l'utilizzo di ordigni esplosivi. Agli indagati sono, inoltre, contestati numerosi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti.

La conclusione delle indagini ha riguardato non solo i nove fermati nel giugno scorso: Gianluca Giovanni Notarianni, alias “Luca”, 25 anni; Saverio Giampà, 31 anni; Pasquale Notarianni, 32 anni; Luigi Leone, 34 anni; Giuseppe Cappello, alias “Cutulicchio”, 34 anni; Michele Bentornato, alias “U Grassu”, 33 anni; Fabio Vescio, 21 anni; Alessandra Folino, 32 anni e Michael Mercuri, 29 anni, ma anche Alberto Giampà, 62 anni; Luigi Notarianni, 26 anni; Roberto Castaldo, 28 anni; Domenico Cerra “U niuru”, 61 anni; Francesca Caroleo, 51 anni; Manuela Fiumara, 30 anni e Marilena Giampà, 25 anni.

In particolare tra gli indagati figura anche Francesca Caroleo, mamma di Saverio Giampà, dipendente del ministero della Giustizia e in servizio presso la Corte d’Appello di Catanzaro, la donna è ritenuta responsabile di aver rivelato notizie riservate. È accusata, inoltre, insieme a Manuela Fiumara e alla figlia Marilena Giampà, di minacce nei confronti di due giornalisti per aver effettuato pressioni al fine di rimuovere un articolo inerente proprio l’operazione “Filo Rosso”.

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