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Lamezia Terme - Il gruppo della guardia di finanza di Lamezia, diretta dal tenente colonnello Fabio Bianco, da un’attività investigativa nei settori dei reati contro la pubblica amministrazione e contro l’ambiente naturale, ha accertato che un imprenditore di Nocera Terinese, Giuseppe Vescio, stoccava abusivamente, su un terreno di sua proprietà, rifiuti speciali e pericolosi. L’imprenditore è stato denunciato. I finanzieri hanno, inoltre, sequestrato 11.700 kg di rifiuti speciali e pericolosi, fra i quali vi erano 2.700 kg di “eternit”, un’area di 5.000 mq adibita a discarica, 6 autocarri, un semirimorchio e un cassone di raccolta “scarrabile” per un valore complessivo di 213.000 euro. I finanzieri hanno accertato che l’imprenditore denunciato era l’affidatario del servizio della raccolta dei rifiuti solidi urbani e ingombranti per conto del comune di Nocera Terinese, commessa che non gli era stata affidata a seguito di una gara d’appalto, bensì a mezzo di svariate ordinanze del sindaco pro tempore, che venivano asseritamente emesse per contingenti ragioni d’urgenza. Pertanto, il gruppo della guardia di finanza di Lamezia Terme da ulteriori approfondimenti, volti a verificare la regolarità dell’iter amministrativo seguito dall’ente pubblico per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti, posto che, a prima vista, la procedura adottata appariva del tutto anomala. E’ stato riscontrato che l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti, dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2012 (periodo dell’accertamento) era avvenuto in maniera illecita e, la guardia di finanza, ha denunciato alla procura della Repubblica di Lamezia, per il reato di abuso d’ufficio, i sindaci del comune di Nocera Terinese che si sono avvicendati nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2012 ovvero Gaspare Rocca e il suo predecessore Luigi Ferlaino, perché attraverso l’emissione illecita delle ordinanze sindacali, hanno procurato indebito arricchimento all’imprenditore, anch’egli denunciato per la medesima fattispecie delittuosa, in concorso con i sindaci. Ai tre, i finanzieri hanno notificato le informazioni di garanzia, emesse dalla procura della Repubblica. Sono stati denunciati anche 2 impiegati comunali, poiché hanno attestato, contrariamente al vero, di aver eseguito ricerche di mercato, di fatto mai effettuate, e proprio tali falsi sono stati propedeutici alla commissione dell’abuso d’ufficio, perpetrato dai sindaci e dall’imprenditore.

Inoltre, i finanzieri  hanno successivamente compiuto ulteriori investigazioni finalizzate, innanzitutto, all’accertamento del danno erariale, cagionato dai responsabili dei predetti reati alle casse comunali. Le attività in parola hanno consentito di accertare che le procedure illecite adottate dai sindaci per affidare il servizio di raccolta dei R.s.u. alla locale impresa hanno cagionato un danno alle casse comunali per 511.360 euro e i responsabili, i due sindaci e l’imprenditore, i quali nei giorni scorsi sono stati denunciati dai finanzieri anche alla competente procura regionale della Corte dei Conti di Catanzaro. Le fiamme gialle, parallelamente alle indagini penali, hanno anche attenzionato i riflessi fiscali della vicenda, eseguendo mirate attività ispettive finalizzate alla verifica del corretto adempimento degli obblighi impositivi sanciti dalla legge che prevedono, fra l’altro, il versamento di una tassa alla regione da parte dei gestori della raccolta di rifiuti. Le attività di verifica del nucleo mobile guidato dal brigadiere Vito Margiotta, hanno consentito di constatare che l’imprenditore ha omesso di dichiarare e versare il tributo speciale previsto dalle citate leggi, nel periodo 01 gennaio 2011 e 08 agosto 2012, quantificato in complessivi 20.510,52 euro, in relazione all’ammontare di rifiuti risultati gestiti e stoccati nell’intero periodo per 840.899 kg, nonché, essendo obbligato a tenere i registri di carico e scarico dei rifiuti, ne ha omesso l’istituzione per l’anno 2011 e ha tenuto irregolarmente i medesimi registri per l’anno 2012, poiché privi della prevista vidimazione; pertanto venivano contestate ulteriori sanzioni per un ammontare complessivo di 144.000 euro. L’operazione evidenzia la molteplice offensività dei reati ambientali che, oltre a danneggiare la natura, cagionano anche notevoli danni economici, finanziari e fiscali per gli enti pubblici che, come nel caso di specie, non solo hanno sopportato i maggiori oneri economici connessi all’affidamento illecito della raccolta dei rifiuti (oneri che alla fine gravano sui singoli cittadini-contribuenti), ma dovranno sostenere anche le spese relative alle procedure di bonifica del sito contaminato, salvo rivalsa nei confronti degli autori dell’illecito.

Sindaco Rocca chiede di essere ascoltato da PM

A quanto si apprende l’attuale sindaco di Nocera Terinese, Gaspare Rocca, difeso dall’avvocato Ortensio Mendicino, ha chiesto di essere ascoltato dal sostituto procuratore Domenico Galletta e, pare, abbia già reso dichiarazioni agli uomini del Nucleo Mobile della Guardia di Finanza delegati dal Magistrato inquirente.  

Le interrogazioni alla Camera dei Deputati su appalti rifiuti al Comune di Nocera Terinese

Il Comune di Nocera Terinese, nel corso degli anni, era stato oggetto di alcune interrogazioni parlamentari riguardanti la gestione della raccolta dei rifiuti. Infatti, nel gennaio 2010, l’onorevole Nicodemo Oliverio, con interrogazione al ministro degli Interni di allora Roberto Maroni, ricordava come “alla luce anche di nuove scelte amministrative assai discutibili, come l’affidamento con ordinanza e per motivi d’urgenza, ad un impresa, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel novembre del 2009 e, ad oggi, in vigore, con una spesa senza appalto per milioni di euro”. Ed ancora, nella medesima interrogazione si legge: “il sindaco Ferlaino Luigi, secondo quanto denunciato dai consiglieri di opposizione, dal 2007 al 2011 ha emesso 775 ordinanze sindacali senza che ci fossero i presupposti che tale istituto prevede, ma la cosa decisamente impressionante è che non esistano le dovute coperture finanziarie relative alle ordinanze emesse, anche se le imprese erano sempre le stesse, e solo poche si sono rivolte a propri legali per il recupero delle somme”.

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