
Lamezia Terme - Combustione illecita di rifiuti e disastro ambientale. Questi i reati contestati agli indagati dell’operazione denominata “Killer smoke”, i primi ad essere stati effettuati dopo l’approvazione della nuova legge relativa ai reati ambientali e, condotta dai carabinieri. Sette le persone indagate di cui uno già in arresto. Due le misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di Cesare Amato e Mario Bevilacqua; due le misure degli arresti domiciliari nei confronti di Carmela Bevilacqua e Natalina Berlingeri; venti le perquisizioni domiciliari. Inoltre nel corso delle perquisizioni sono state arrestate, in flagranza di reato, altre 5 persone perchè allacciati abusivamente. Questo il bilancio dell'operazione condotta dai Carabinieri nel campo rom di Scordovillo.
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A spiegare i dettagli dell’operazione in conferenza stampa negli uffici della Procura di Lamezia, il procuratore della Repubblica di Lamezia Domenico Prestinenzi, il comandante dei Carabinieri della compagnia di Lamezia Fabio Vincelli ed il comandante provinciale dei carabinieri il colonnello Ugo Cantoni. Si è arrivati ai 4 arresti di oggi dopo la denuncia di luglio da parte dell’amministrazione comunale e grazie alle telecamere installate nel campo rom. Sistema di videosorveglianza che ha permesso di appurare come queste persone, nel momento in cui partivano i roghi, si allontanavano per poter osservare da lontano l'evolversi dell'incendio e vedere se arrivano i militari. “Un’attività di monitoraggio iniziata il 6 ottobre con l’utilizzo di due telecamere per la ripresa ravvicinata”, spiega il procuratore Prestinenzi in conferenza stampa. Il Procuratore elenca poi tutti gli episodi acclarati e che hanno portato ad identificare i 7 indagati. Diverse le persone delle quali ancora non è stata accertata l’identità. Il Procuratore Prestinenzi parla anche di un altro episodio allarmante: “episodio denunciato da un dottore. I medici dell’ospedale sono costretti ad interrompere le operazioni chirurgiche a causa dei fumi. Qui c’è anche il reato di interruzione di pubblico servizio”. Sono però ancora da identificare le persone responsabili di questo particolare episodio. Prestinenzi in merito ai dati raccolti dall’Arpacal spiega: “la concentrazione di metalli pesanti la cui presenza, secondo l’Arpacal, dimostra il rilascio di elementi tossici nel suolo con rischio di inquinamento di faide e acque sotterranee e dell’atmosfera sovrastante che provoca l’emissione di diossina”. Solo dopo le verifiche dell’Arpacal, quindi, si potrà, se necessario, passare al sequestro. Anche Prestinenzi sottolinea la necessità di collaborazione anche con l’amministrazione comunale soprattutto per quanto riguarda una soluzione alternativa per l’alloggio dei rom: “Qualora sussistano le condizioni per il nostro provvedimento (sequestro e/o sgombero), ancora siamo in una fase di ipotesi, serve dall’altro lato che l’amministrazione fornisca soluzioni alternative per l’alloggio dei rom” dichiara infine il Procuratore.
Il comandante provinciale dei carabinieri, col. Ugo Cantoni dichiara: “continuiamo a lavorare su Lamezia affinché la legalità sia garantita a 360 gradi. Noi non siamo la soluzione per tutti i problemi della città. Ci vuole un apporto corale. C’è bisogno di una forte spinta da parte della comunità, solo così possiamo garantire la legalità”. Il lavoro delle forze dell’ordine si palesa nel fatto che “ultimamente non si parla più di fumi” sottolinea il colonnello.
Il comandante Fabio Vincelli nel suo intervento ringrazia i magistrati Melidona e Scavello ed il procuratore Prestinenzi oltre che tutti i carabinieri uomini e donne che hanno sottoscritto questa avventura su una tematica nuova come quella del disastro ambientale. Vincelli ribadisce che questa “non è una battaglia contro i rom ma ha come obiettivo quello di introdurre un regime di legalità”. Sull’ipotesi che anche altri rom vengano in città da altre zone a bruciare, il Comandante dice “non lo escludo e nemmeno lo confermo al cento per cento”.
R.V.
IN CARCERE:

Cesare Amato

Mario Bevilacqua
ARRESTI DOMICILIARI:

Carmela Bevilacqua

Natalina Berlingeri
Nel corso delle perquisizioni sono stati arrestati, in flagranza di reato, altre 5 persone poiché allacciati abusivamente:

Cosimo Berlingieri

Cinzia Bevilacqua

Rossella Carchidi

Antonio Amato

Cosimo Bevilacqua


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