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Lamezia Terme - Ad alcuni avrebbe sottratto più di 200mila euro fra contanti e titoli di credito, ad altri poco meno di 10mila euro, ad altri ancora i risparmi di una vita. Tutti - però - sarebbero stati raggirati con identiche modalità: la promessa di guadagni importanti in poco tempo. Guadagni che, però, non sono mai arrivati tanto da spingere i malcapitati a fare denuncia. Ed è proprio grazie alle segnalazioni che la procura di Lamezia Terme è risalita a Vincenzo Torchia, ex broker finanziario oggi finito ai domiciliari su ordine del giudice per le indagini preliminari, Emma Sonni, con l'accusa di truffa aggravata e autoriciclaggio.

Insieme a lui sono stati denunciate dalla procura e risultano indagate altre sei persone, che a vario titolo avrebbero collaborato con Torchia nei suoi presunti piani criminali. Si tratta di Santo Maria Adamo 72 anni; Gianluca Condina 51 anni; Ottavio Estini 60 anni; Cinzia Bruno 47 anni; Ida Rosa Condina 47 anni; Pasquale Torchia 82 anni.

Lo schema "Ponzi"

Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, Torchia da agente finanziario della banca Fideuram si sarebbe fatto decisamente prendere la mano e, per rientrare da investimenti non andati a buon fine, avrebbe sistematicamente raggirato decine di persone - 68 i casi segnalati nell'ordinanza cautelare - con il cosiddetto metodo "Ponzi", una schema truffaldino ideato negli anni '20 da un emigrato italiano negli Stati Uniti per truffare migliaia di persone.

I risparimiatori sarebbero stati blanditi con la promessa di guadagni facili: una volta consegnati a Torchia i soldi o i titoli, a fronte di documenti contraffati e falsi, una minima parte veniva loro riconsegnata a simboleggiare il guadagno immediato, il resto sarebbe finito direttamente nelle tasche dell'ex broker. E si parla di migliaia e migliaia di euro, che sarebbero finiti su vari conti correnti anche all'estero. Diverse movimentazioni di denaro ad oggi risultano sconosciute agli inquirenti. Ecco perchè entra in gioco l'accusa di autoriclaggio.

Le accuse di autoriciclaggio

In base all'accusa, Torchia non solo avrebbe occultato le importanti somme di denaro sottratte ai risparmiatori ma le avrebbe "ripulite" attraverso una serie di attività finanziarie online, ancora non del tutto svelate dagli inquirenti, soprattutto sfruttando piattaforme di investimento all'estero, a cui Torchia avrebbe fatto ricorso anche quando non era più agente finanziario della banca.

Il ruolo degli altri indagati

Nell'inchiesta risultano coinvolti anche la moglie e il cognato di Torchia, che però a detta dello stesso giudice per le indagini preliminari avrebbero svolto un ruolo marginale rispetto alla "messa in scena" di Torchia, in particolare per quanto riguarda le accuse di riciclaggio e di associazione a delinquere.
Sono state indagate anche altre due persone, agenti finanziari come Torchia all'interno della stessa banca e che avrebbero messo in atto anche loro una serie di raggiri a danno di ignari risparmatori. In particolare Mario Santo Adamo, per sua stessa ammissione davanti agli inquirenti, in qualche modo avrebbe tratto "ispirazione" da Torchia per fare fronte a un momento del mercato poco vantaggioso e quindi di scarsi guadagni.

"Per giustificare le perdite - affermano i magistrati riportando le stesse parole di Adamo - ebbi modo di parlare con il collega Torchia, con il quale condivevamo l'ufficio, il quale mi disse che anche lui si trovava nelle stesse condizioni. Ai suoi clienti già da tempo forniva una situazione alterata. Pertanto, anche io ho adottato questo sistema. Ciò veniva fatto in buona fede - avrebbe spiegato Adamo agli investigatori - con la speranza che il mercato potesse risalire".

Un altro, Ottavio Estini, avrebbe con Torchia messo in atto un raggiro a danno della banca, puntando ai rimborsi che l'istituto di credito aveva iniziato a erogare a favore dei risparmiatori truffati dallo stesso Torchia. "Gli indagati - si legge nell'ordinanza - si sarebbero organizzati per presentare delle istanze di rimborso,a nche corredate da documentazione fittizia, al fine di indurre la banca in errore, per poter beneficiare del ricarcimento".

G.V.

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