
Lamezia Terme - Annullata l’ordinanza dell’applicazione della libertà vigilata per Marco Francesco De Vito e revocate tutte le sanzioni accessorie connesse alla stessa. È questo quanto deciso dal Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, accogliendo completamente l’impugnazione proposta dall’avvocato Antonio Larussa. In particolare si legge in una nota del legale “pur in assenza di completa emenda, gli elementi positivi valorizzati consentivano di escludere l’attualità della pericolosità sociale. Ed invero il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro richiamava del tutto correttamente l’art. 27 della Costituzione e la finalità rieducativa della pena, qui sufficiente non dovendosi applicare alcuna misura di sicurezza. Pertanto allo stato De Vito è totalmente libero”.
Marco Francesco De Vito, nel febbraio del 2017, era stato coinvolto nell’ambito dell’Operazione di Polizia denominata Nuove Leve, diretta a colpire, secondo l’impostazione accusatoria Le Nuove Leve del clan Giampà che si erano adoperati per rinsaldare le fila della famiglia di 'ndrangheta dopo le diverse operazioni di Polizia condotte negli anni scorsi nei confronti della cosca, e, tra questi il De Vito Marco Francesco tratto in arresto per il reato di associazione mafiosa ed estorsione aggravata. Successivamente condannato dal Gip di Catanzaro alla pena di anni 9 e 4 mesi di reclusione di reclusione sia per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa ed estorsione. La Corte di Appello di Catanzaro, nel febbraio del 2020, assolveva De Vito Marco Francesco dall’accusa di associazione mafiosa per non aver commesso il fatto e diminuiva la pena per il restante reato estorsivo. Dopo la condanna definitiva nell’ottobre del 2021, per De Vito Marco Francesco, era giunta la richiesta di applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata in effetti applicata dal Magistrato di Sorveglianza di Catanzaro nel marzo del 2022, ritenendo che la condanna per il solo reato di estorsione fosse sufficiente a delineare una pericolosità attuale dello Stesso De Vito.
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