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Lamezia Terme - La Corte Suprema di Cassazione ha annullato la custodia cautelare per Pino Scalise, arrestato nell’Operazione Perseo lo scorso luglio con l’accusa di aver compiuto una tentata estorsione ai danni di una ditta di Decollatura. A Scalise, 55enne di Soveria Mannelli, erano state contestate anche le aggravanti di aver agito con “metodologia mafiosa”, di aver “commesso il fatto con più persone riunite” e perché “facente parte di associazione mafiosa”. Aggravanti che la Corte Suprema di Cassazione ha annullato con rinvio. I legali difensori di Scalise, gli avvocati Canzoniere e Larussa, avevano presentato, in un primo momento, istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame, che gliel’aveva negata; passando poi alla Cassazione che, invece, ha annullato le aggravanti. Per Scalise, che ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario con altri 20 imputati dell’Operazione Perseo, il processo continuerà il prossimo 9 maggio al Tribunale lametino in composizione collegiale.

C.S.

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