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Lamezia Terme, 11 agosto - E’ stato un ordigno di polvere pirica a medio potenziale a causare la deflagrazione di ieri sera in via Enrito Toti, nei pressi degli uffici dell’Enel nella zona nord di Lamezia. La bomba è stata collocata al portone d’ingresso di una vecchia palazzina di tre piani che ha riportato ingenti danni, così come sono stati danneggiati anche i palazzi vicini e diverse auto parcheggiate nelle vicinanze ; dopo lo scoppio dappertutto c’erano vetri in frantumi, finestre e portoni rotti. Le indagini, ancora in corso, sono condotte dal commissariato di pubblica sicurezza di Lamezia, diretto da Antonio Borelli. Sul luogo della deflagrazione, ieri sera, gli uomini del commissariato e gli esperti della polizia scientifica hanno espletato i rilievi del caso fino a tarda notte. Sul posto sono accorsi anche i militari dell’arma, i vigili del fuoco e gli operatori della protezione civile della “Malgrado tutto”. “Si sta ora indagando sul movente che ha spinto ignoti a posizionare l’ordigno all’ingresso della palazzina dove risiedono tre famiglie, in tutto sette persone, tra cui una donna anziana che ieri sera è stata portata subito via dopo lo scoppio, a causa del forte spavento subito. Via EnricoToti è un quartiere molto popolato, a due passi da corso Numistrano, quindi praticamente un rione centralissimo della città. Lo scoppio della bomba, alle 22:56, ha generato forte paura e sconcerto fra tutti i residenti della zona. Solo qualche minuto prima era passata dal luogo della deflagrazione una signora che stava portando a spasso il suo cagnolino per la consueta passeggiata serale e che in pratica l’ha scampata per un pelo. Così come l’hanno scampata bella anche alcuni ragazzi, passanti occasionali e residenti nella vicina via Dei Giardini: la forte deflagrazione li ha talmente scioccati che sono ritornati a casa sconvolti ed in lacrime. Il boato è stato avvertito un po’ dappertutto nelle zone centrali della città. Addirittura c’è chi ha visto anche in lontananza alzarsi la colonna di fumo e il bagliore provocato dallo scoppio e, seguendo la scia luminosa, è arrivato dritto dritto sul luogo del botto. Così, mentre sulla spiaggia c’era chi si divertiva a inseguire con lo sguardo le stelle cadenti, in città qualcun altro assisteva ad un altro spettacolo “pirotecnico” (è proprio il caso di dirlo)  con la caduta di polvere pirica, vetri e detriti. Decisamente una notte di San Lorenzo inaspettata e fuori dal comune. Solo un paio di giorni fa, nel corso della riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza tenutasi nel salone municipale di Lamezia, il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci aveva detto : “Siamo in guerra, dobbiamo essere più pretoriani e miliziani. Fuori i disertori da Lamezia”. A quanto pare, la guerra continua.

M.S.

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