
Lamezia Terme - Nell’agosto 2016, due giovani, all’epoca dei fatti minorenni, erano stati arrestati a seguito del ritrovamento di un ordigno esplosivo davanti una palestra in via Nenni. Nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione, quinta sezione, accogliendo il ricorso del legale (avvocato Antonio Larussa), ha annullato la sentenza della Corte di Appello impugnata limitatamente al concorso in alcuni reati a loro contestati, (con annullamento anche dell’aggravante della mafiosità e del metodo mafioso) e rinvio per nuovo esame su questi punti, alla Corte di Appello di Catanzaro, sezione per i minorenni.
Nel settembre 2017, nei confronti dei due ragazzi, la Corte d’Appello ha accolto l’istanza presentata dai legali ritenendo valida la questione dell’inutilizzabilità della mancata campionatura dell’ordigno e riqualificando la detenzione nell’ipotesi lieve dell’articolo 435 codice penale. Esclusa, inoltre, l’aggravante della mafiosità, (art. 7). Era stata ridotta anche la pena: da 3 anni e 6 mesi (del primo grado) a 1 anno e 4 mesi con pena sospesa e scarcerazione. La procura aveva poi fatto ricorso e la Cassazione aveva annullato la sentenza dell’appello con rinvio.
Nell’appello bis era stata riconfermata la sentenza di primo grado con la condanna a 3 anni e 6 mesi. Oggi la Cassazione ha accolto il ricorso del legale per un appello ter.
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