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Lamezia Terme – Il troppo affetto del padre per la figlia invalida R. viene scambiato per un reato. Per questo motivo si è tenuta oggi nell’aula Garofalo un’udienza che ha visto un padre denunciato dai propri figli per segregazione nei confronti della figlia non autosufficiente. E’ stata una sequela di colpi di scena l’interrogatorio che ha visto avvicendarsi sul banco degli imputati quattro figli contro un padre. La vicenda si svolge in un paese del Reventino.

La prima a essere interrogata è stata la sorella di R. che ha raccontato come dopo la morte della madre, la ragazza con problemi psichici, si trasferisce da lei per rimanerci un anno e mezzo circa. La scelta di vivere con la sorella è stata presa dalla stessa ragazza per superare il trauma della morte della mamma, per lei punto di riferimento. Durante questa convivenza i problemi di R. travolgono la sorella e la sua famiglia. R. le racconta che il padre non voleva che uscisse da sola, che telefonasse ai fratelli e perfino che voleva dormissero insieme. Questo pensiero ha zittito i presenti in aula.  

I fratelli, solidali con R., hanno denunciato il padre ai Carabinieri con la motivazione che R. era segregata dal momento che uno dei due fratelli ha riferito al giudice che viveva a cinque metri di distanza dalla sorella ma non riusciva mai a vederla se non in presenza del padre. In aula la stessa figlia R. interrogata dal Pm ha smentito con fermezza le accuse che i fratelli avevano mosso contro il padre. Oggi R. ha dichiarato di aver fatto quelle insinuazioni in un momento d’ira, difendendo la posizione del padre descrivendolo un ottimo genitore.

L’altra sorella ha dichiarato che R. non è autosufficiente, non può uscire da sola, per questo motivo il padre non la faceva uscire mai da sola, stessa dichiarazione che ha successivamente confermato l’imputato durante l’interrogatorio. Questi riflessioni erano state suggerite dalla mamma, scomparsa, al padre per evitare che alla ragazza potesse succedere qualcosa di grave. I due fratelli, durante l’interrogatorio, sono rimasti sui loro passi, ribadendo che per motivi caratteriali non avevano rapporti col padre da 10 anni. Il padre ha poi rimproverato ai figli di averlo trascinato per la prima volta in vita sua in tribunale, ribadendo più volte che lui è stato un attimo padre che ha costruito la casa con sacrifici a tutti i figli e che questo accanimento nei sui confronti da parte loro deriva dalla pensione che riceve R. per la sua invalidità. Il Pm e l’avvocato hanno chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste e, infine anche il giudice ha assolto l’imputato.

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