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Lamezia Terme - Nuova udienza, su un caso di truffa assicurativa, che vede imputati Francesco Cosentino, Giovanni Scaramuzzino, Antonio Voci, Franco e Luigi Trovato, quella tenuta nell’aula Garofalo del tribunale lametino davanti al presidente Carè e, a latere, i giudici Martire e Nania. Parte Civile, in questo Processo, è la società Cattolica Assicurazioni. I capi di imputazione riguardano (Capo A, lesioni gravissime) in merito al caso di un pestaggio avvenuto ai danni di Antonio De Vito; (Capo B, truffa assicurativa) che si riferisce ad un sinistro simulato.

Nell’udienza odierna è stato ascoltato, in qualità di testimone, il brigadiere Margiotta della Guardia di Finanza di Lamezia Terme che ha definito questo procedimento “una costola di Perseo”. Il brigadiere ha, infatti, analizzato le dichiarazioni di Giuseppe Giampà, ora collaboratore di giustizia, tramite le quali “è stato individuato Antonio De Vito come persona offesa”. Mediante l’analisi delle intercettazioni è stata, invece, accertata la dinamica del sinistro.

Il Pm Marta Agostini ha chiesto al brigadiere Margiotta di ripercorrere come sono andati i fatti sulla base degli accertamenti della Guardia di Finanza “il 26 luglio 2010 è stato simulato un sinistro al seguito del quale De Vito sarebbe andato al pronto soccorso”. La Guardia di Finanza ha anche acquisito la documentazione bancaria dall’analisi della quale sarebbe emerso che “l’avvocato Scaramuzzino detto ‘Chicco’ è stato incaricato di seguire la pratica del sinistro e, da quello che risulta agli atti, fu incaricato dai fratelli Trovato, il tutto sulla base del coordinamento di Giuseppe Giampà”.

A seguito del sinistro “De Vito ha avuto un risarcimento”. Il brigadiere ha, inoltre, analizzato la documentazione sanitaria acquisita dall’ospedale dopo che Antonio De Vito si è recato al pronto soccorso. “Ferite da taglio e contusioni” questo quanto riportato nei referti medici. Altre prove dichiarative dalla parte offesa ed una serie di intercettazioni sono state analizzate da parte della Guardia di Finanza. Per quanto riguarda l’altro capo d’imputazione, ovvero la simulazione del sinistro, il brigadiere ha affermato che è stata ascoltata anche l’altra parte coinvolta nell’episodio di truffa, come persona informata sui fatti, ed acquisita la documentazione dei legali e dell’assicurazione. Pertanto, dagli accertamenti effettuati, dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e da quelle dei testimoni coinvolti, Margiotta in aula riferisce che “si è permesso di accertare che i fatti non erano andati come avevano detto”.

All’esame del brigadiere Margiotta è seguito il controesame da parte della difesa che ha chiesto chiarimenti su diversi punti. L’udienza è stata poi fissata, per la prosecuzione dell'esame di altri teste, al 20 settembre alle ore 13.

R.V.

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