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Lamezia Terme – Questa mattina gli agenti del commissariato di Lamezia diretti da Antonio Borelli hanno eseguito un sequestro di beni a carico di Ugo Roberto Sergio Greco, 56 anni, lametino, attualmente detenuto dopo l’operazione denominata “Disinnesco”. Lo scorso 2 ottobre la polizia aveva eseguito sette arresti nei confronti di pregiudicati lametini ritenuti responsabili a vario titolo di “fabbricazione, detenzione e porto in concorso di due ordigni esplosivi di micidiale potenza”, sequestrati il 2 aprile e il 28 giugno del 2013, mentre venivano trasportati sul luogo dove dovevano essere collocati. Le indagini di tipo tecnico coordinate dalla Procura di Lamezia Terme avevano consentito di scoprire come il capo del gruppo criminale, Roberto Ugo Greco,  aveva intenzione d’intimidire un pregiudicato di Lamezia. Le indagini della polizia avrebbero così interrotto per ben due volte i propositi criminosi di Greco, sequestrando i due ordigni, definiti dagli artificieri ad “altissimo potenziale distruttivo” e arrestando le persone che erano state incaricate di collocarli nei pressi dell’ abitazione del pregiudicato. Greco, inoltre, è stato raggiunto da una successiva ordinanza di custodia cautelare per usura.

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Dopo gli arresti le indagini non si sono fermate e, su disposizione della Procura di Lamezia Terme, sono state effettuate indagini patrimoniali dalle quali è risultato evidente che Greco ed i suoi familiari avevano la disponibilità di beni immobili e di autovetture non giustificabili con i redditi dichiarati, presumibilmente invece frutto delle attività delinquenziali del suo gruppo. La proposta della Procura della Repubblica di Lamezia Terme di sequestro anticipato in via d’urgenza è stata inoltrata al Tribunale di Catanzaro che ha disposto il sequestro di sette immobili, un terreno, un’impresa individuale e numerose autovetture.In particolare si tratta di: stabile in via SS Salvatore (zona San Teodoro) comprensivo di quattro appartamenti, due immobili  in via Piedichiusa, una proprietà in contrada Muzio e l'impresa di autolavaggio intestatata a Greco. Sono stati sequestrati inoltre diversi mezzi: una Renault Clio, una Bmw Ag 5D, una Peugeot 206, una Ford Fiesta, un Bmw serie 5, una Fiat Idea.

Nel corso della conferenza stampa in commissariato sono stati forniti ulteriori dettagli tra cui il fatto che i beni sequestrati ammonterebbero a circa un milione di euro e che le indagini hanno consentito di analizzare come il tenore di vita fosse incongruente con quanto dichiarato (307 euro al mese dal 1997 al 2013).

Alessandro Meneghini (Vice Questore Catanzaro): “I risultati che stiamo ottenendo testimoniano l’impegno personale del commissariato di Lamezia. Sono qui anche a nome del Questore per testimoniare il nostro interesse per il lavoro svolto dalla Procura e Commissariato”.

Procuratore Prestinenzi: “L’attività del commissariato non si è solamente limitata all’operazione Disinnesco in cui Greco era coinvolto con il suo gruppo ma è stata anche, su disposizione del mio Ufficio, estesa ad accertamenti patrimoniali della famiglia Greco. Tale indagine è strategia vincente se rivolta ad indagati per reati gravi. Dalle analisi ed investigazioni effettuate è risultato come il patrimonio nella disponibilità di Greco fosse notevole. Da qui l’esigenza di imporre il sequestro dei beni applicando la nuova normativa (del 2011) che prevede di svincolare la misura reale da quella personale. Applicazione nuova normativa svincolata reale da personale. C’è da aggiungere che Greco era gravato da precedenti penali, in particolare gli è già stata comminata condanna a 5 anni in primo grado per usura mentre è in corso il procedimento per detenzione di munizioni e armi. Dalle indagini è risultato evidente che i beni fossero sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.  I beni sequestrati appartengono a familiari e conviventi”.

Borelli, dirigente commissariato Lamezia: " Questa indagine ci ha dato soddisfazione per due ordini di motivi: il primo è che è diventata indagine patrimoniale e, secondo,  perché ha dimostrato quanta sinergia ci sia tra i vari uffici del commissariato dando prova di non lavorare in compartimenti stagni. Ripercorrendo brevemente la vicenda c'è da dire che abbiamo sventato un pericoloso tentativo di esplosione dal potenziale distruttivo, abbiamo notificato in carcere il reato di usura a Greco e, oggi, abbiamo sequestrato i beni alla sua famiglia. Abbiamo effettuato un' analisi sui redditi dalla quale è emerso che la famiglia Greco ha dichiarato 307 euro al mese dal 1997 al 2013. Tale reddito avrebbe però consentito di aprire un'attività commerciale, l'acquisto di undici immobili, una proprietà in contrada Muzio e l'acquistano di un immobile da adibire a struttura ricettiva, tipo bed and breakfast, nella zona di San Teodoro. La soddisfazione di oggi è di aver compiuto indagini a 360 gradi partendo dallo scoprire una coltivazione canapa, sventato due attentati esplosivi, bloccato giro d’usura e l'aver sottratto oggi la maggior parte dei beni a Greco. Un lavoro svolto con  passione e abnegazione a lavoro dal sostituto procuratore Santo Melidona, Come ripeto già da tempo è un momento fortunato per Lamezia, spero che continui".

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