
Catanzaro – Prosegue il filone del processo di appello a carico del presunto responsabile dell’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso, il 38enne Marco Gallo, avvenuto nella notte tra il 9 e 10 agosto del 2016 in via Marconi a Lamezia. Si è svolta, infatti, una nuova udienza in Corte di Appello a Catanzaro nel corso della quale sono stati sospesi i termini di custodia cautelare dalla Corte. Successivamente sono state avanzate le richieste di riapertura dell’istruttoria da parte del pg e da parte del difensore Francesco Siclari. L’avvocato, inoltre, ha sollecitato che la Corte dichiarasse la inutilizzabilità dei dati Gps riferibili all’auto dell’imputato, questo, “sulla scorta delle sentenze della Corte di Giustizia Europea del 2021 e 2022” (il Procuratore generale e le parti civili hanno chiesto termine per controdedurre).
Per quanto riguarda le richieste istruttorie, il Pg ha chiesto, a sostegno dell’appello della Procura sul mancato riconoscimento dell’aggravante ex art. 416bis.1 c.p., di produrre le sentenze di primo e secondo grado (solo dispositivo) del processo “Reventinum” abbreviato, l’audizione di diversi collaboratori di giustizia e l’acquisizione di prove assunte in procedimenti collegati dove risulta imputato il Gallo (le parti civili si sono associate alle richieste del PG). L’avvocato Siclari, invece, si è opposto e ha insistito nell’audizione di due nuovi testi. Richiesta alla quale si sono opposti PG e parti civili. La Corte si è riservata su tutto ed ha rinviato il processo, iniziato nell’aprile scorso, al 14 settembre.
Gallo - si ricorda - in primo grado è stato condannato all’ergastolo con l’esclusione dell’aggravante mafiosa che gli veniva contestata. Le parti civili in questo processo sono rappresentate dagli avvocati Pino Zofrea, Gianfranco Agapito, Salvatore Staiano, Nunzio Raimondi, Gianfranco Barbieri, Caterina Restuccia, Vincenzo Galeota, Pietro Agapito e Aldo Ferraro. Si ritornerà, quindi, in aula a settembre.
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