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Lamezia Terme - Il primo degli ex affiliati alla cosca Giampà a scegliere di diventare collaboratore di giustizia, Angelo Torcasio, si è presentato nuovamente nell’aula Garofalo del tribunale lametino, per essere sentito in video conferenza, in collegamento da un sito riservato, per terminare il controesame nell’ambito del processo Andromeda. Il collaboratore, davanti al presidente Carè, ha risposto alle domande dell’avvocato Staiano, (difensore di Franco Perri, imputato in questo processo). Il collaboratore, in riferimento agli omicidi ai quali ha partecipato, ha precisato: “Sono in tutto 10, a qualcuno ho partecipato personalmente ad altri insieme all’associazione”. L’avvocato si è soffermato in particolare sulla sua conoscenza di Vincenzio Iannazzo detto “U Morettu”: “So che a Lamezia senza i Iannazzo non si fa niente” evidenzia il collaboratore Torcasio.

Torcasio parla poi delle conseguenze della sua collaborazione: “tutte le famiglie me le sono trovate contro. Le operazioni sono state fatte anche per colpa della mia collaborazione e grazie al lavoro di magistratura e forze dell’ordine”. Infine, il Pm Elio Romano ha chiesto di parlare dei motivi che lo hanno portato alla sua collaborazione, frutto soprattutto, evidenzia Angelo Torcasio, di paura di ripercussioni verso la sua famiglia e i suoi figli: “Ho capito che non era più vita per me e ho deciso di collaborare con la giustizia”.

Imputati nel processo sono: Franco Perri, Domenico Cannizzaro, Vincenzo Bonaddio, Rocco Tavella, Mariantonia Santoro, Vasyl Koval, Raffaele Caparello e Nadia Jannate. Il processo è stato poi rinviato al 16 aprile quando sarà sentito il collaboratore Battista Cosentino.

R.V.

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