
Lamezia Terme – Il Tribunale di Lamezia Terme ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di Gianluca Adone, imputato nell’ambito dell’operazione “Artemis”. Il provvedimento è stato adottato in accoglimento dell’istanza presentata dai suoi difensori, gli avvocati Salvatore Cerra e Renzo Andricciola.
La vicenda si inserisce nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e condotta dai Carabinieri, che nel novembre 2024 aveva portato all’esecuzione di numerose misure cautelari tra Lamezia Terme e l’entroterra compreso tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia.
L’indagine ha riguardato, tra gli altri aspetti, presunte condotte di natura mafiosa e un articolato sistema di narcotraffico a Lamezia Terme e nei comuni limitrofi. Con il provvedimento, il Tribunale ha dunque accolto la richiesta della difesa, disponendo per Adone una misura cautelare meno afflittiva rispetto alla custodia in carcere.
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