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Lamezia Terme - Collegato in videoconferenza da un sito riservato, è stato ascoltato questa mattina nell’aula Garofalo del tribunale di Lamezia nell’ambito del processo Crisalide il collaboratore di giustizia Francesco Vasile. Il collaboratore ha risposto alle domande del Pm Andrea Buzzelli e poi del presidente della Corte Luca Nania. Rispondendo alle domande del pm il collaboratore ha riferito di aver fatto parte “dal 2006 della cosca Giampà e si è occupato dell’esecuzione materiale di omicidi”. Diversi i delitti compiuti da Vasile, ora collaboratore, partendo da quello di padre e figlio Vincenzo e Francesco Torcasio avvenuti nel 2011.

“A me era solo stato incaricato di portare a termine l’esecuzione” dice il collaboratore in aula affermando che “gli ordini provenivano da Giuseppe Giampà”. Il giudice Nania elenca poi i nomi degli imputati in questo processo: sul punto il collaboratore riferisce di averne sentito nominare qualcuno avendo vissuto in passato in città ma di non essere a conoscenza di altro. Gli imputati in questo processo: Vincenzo Strangis, Alex Morelli, Antonio Torcasio, Ivan di Cello, Alfonso Calfa, Francesca Antonia De Biase, Giuseppe Costanzo, Flavio Bevilacqua, Piero De Sarro, Giuseppe Paladino, Danilo Fiumara. Le parti civili sono: i fratelli Francesco e Pasquale Butera, Antonio Crapella; la Comunità Progetto Sud e Luigi Angotti, l’associazione Antiracket Ala; la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’Interno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catanzaro e il Comune di Lamezia. L’audizione del collaborare è stata poi sospesa e rinviata al 25 giugno.

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