
Lamezia Terme - Si tornerà in aula a settembre per il processo "Crisalide" nei confronti degli undici imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. Il processo è scaturito dall’operazione scattata all’alba del 23 maggio scorso quando i carabinieri diedero esecuzione ad un decreto di fermo emesso dalla Dda, in un primo momento nei confronti di 52 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico illecito di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi ed esplosivi, estorsione, danneggiamento aggravato e rapina. Dopo la chiusura indagini, è stato chiesto il processo per 64 persone.
Nell’aula Garofalo del tribunale lametino il Presidente del Collegio, Luca Nania, ha letto l’ordinanza dopo che nella scorsa udienza si era riservato di decidere in merito ad alcune questioni preliminari sollevate dalla difesa. In particolare l’avvocato Canzoniere, che difende l’ex vicepresidente del consiglio comunale di Lamezia, Giuseppe Paladino, aveva evidenziato la questione di nullità per il decreto che dispone il giudizio in quanto nella notifica arrivata ad alcuni imputati non sarebbero stati enunciati i fatti per i quali sono stati rinviati a giudizio, il decreto secondo parte della difesa sarebbe stato quindi incompleto mancando i capi di imputazione. All’eccezione si sono accodati anche gli avvocati Amantea, Larussa, Antonuccio e Brancia. L’avvocato Canzoniere aveva sottolineato anche “l’omessa notifica del decreto che dispone il giudizio per Antonio Torcasio, risultando esso assente all’udienza preliminare del 18 maggio”. Il pm Elio Romano aveva, invece, rigettato la richiesta di nullità.
Il Collegio ha così dato lettura dell’ordinanza disponendo il rigetto delle eccezioni sollevate dal momento che il decreto che ha disposto il giudizio era stato notificato personalmente agli imputati (Paladino, Costanzo, Bevilacqua, De Biase, Morelli, Di Cello e Strangis). Ha accolto, invece, la medesima eccezione sollevata dall’avvocato Canzoniere per la posizione di Antonio Torcasio. Per ciò che attiene alla posizione di Fiumara, difeso l’avvocato Brancia che, sempre nella scorsa udienza si era accodato all’eccezione sollevata dall’avvocato Canzoniere sulla nullità del decreto che oggi il Collegio ha rigettato al pari di tutte le altre, eccetto appunto per la posizione di Torcasio.
In merito, invece, all’eccezione sollevata dall’avvocato Brancia che difende Fiumara, sulla nullità dell’udienza preliminare ritenendo che il Giudice si era pronunciato pur essendo stato destinatario di istanza di ricusazione - poi rigettata dalla Corte d’Appello di Catanzaro - oggi il Collegio ha ritenuto la questione "infondata”. Il processo è stato poi rinviato al 21 settembre.
Gli imputati in questo processo sono, Vincenzo Strangis, difeso dagli avvocati Cerra e Larussa; Alex Morelli, difeso dall’avvocato Larussa; Antonio Torcasio, difeso dall’avvocato Canzoniere; Ivan di Cello, difeso dall’avvocato Larussa; Alfonso Calfa, difeso dall’avvocato Veneziano; Francesca Antonia De Biase, difesa dall’avvocato Ferraro; Giuseppe Costanzo, difeso dagli avvocati Larussa e D’Agosto; Flavio Bevilacqua, difeso dall’avvocato Amantea; Piero De Sarro difeso dall’avvocato Di Renzo e Giuseppe Paladino, difeso dall’avvocato Canzoniere e Danilo Fiumara difeso dagli avvocati Brancia e Cerra.
R.V.
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