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Lamezia Terme – È ripreso, nell’aula Garofalo del tribunale lametino, il processo “Eumenidi”, l’inchiesta che nell’aprile del 2017 ha messo sotto la lente la Sacal, società che gestisce i tre aeroporti calabresi. Corruzione, peculato, falso, abuso d’ufficio e varie forme di concussione i reati contestati, a vario titolo, agli indagati. Nell’udienza odierna è stato sentito il brigadiere Margiotta della Guardia di Finanza di Lamezia, il quale ha iniziato a rispondere alle domande del Pm in merito ai capi d’imputazione relativi alle assunzioni con “Garanzia giovani”. Slittata nuovamente, quindi, la testimonianza dell’ex consigliere comunale Francesco Ruberto che nel 2015 aveva acceso i riflettori sulle presunte irregolarità nelle modalità di selezione del reclutamento per il progetto “Garanzia giovani” in Sacal. Il processo, a carico di 15 imputati che hanno scelto il rito ordinario, continuerà, sempre con l’audizione di Margiotta, il 25 giugno. È stata fissata per il 16 luglio la successiva udienza. Tra gli indagati erano finiti anche l’ex presidente della Sacal Massimo Colosimo e la dirigente dell’Ufficio legale e affari generali, Ester Michienzi.

Le indagini dei finanzieri del gruppo della guardia di finanza di Lamezia e degli agenti della polizia di frontiera dello scalo lametino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lamezia avevano messo in luce come ad essere inseriti nella società che gestisce l’aeroporto, attraverso il progetto finanziato con fondi pubblici, regionali ed Europei, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sarebbero stati amici e parenti degli indagati, che avrebbero ottenuto il tirocinio attraverso anche pressioni di politici locali e dirigenti pubblici. In questo processo sono costituite parte civile: la Sacal, con l’avvocato Michele Cerminara, il Comune di Lamezia, con l’avvocato Caterina Restuccia, la Regione Calabria con l'avvocato Rosario Giuffrè e la Provincia di Catanzaro con l’avvocato Bruno Talarico, si è costituito parte civile anche il Comune di Catanzaro.

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