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Lamezia Terme - Si chiude un altro capito del processo "Filorosso” contro la cosca Giampà. La Corte di Appello di Catanzaro, seconda sezione penale, (presidente Saullo e, a latere Di Girolamo e Perri), in riforma della sentenza del Gup di Catanzaro del 3 giugno 2019, ha assolto Roberto Castaldo (difeso dagli avvocati Larussa e Lomonaco) dai reati ascritti perché il fatto non sussiste. Gianluca Giovanni Notarianni (difeso dagli avvocati Gambardella e Viscomi) è stato assolto dai reati ascritti ai capi 9 e 31 perché il fatto non sussiste e la pena è stata rideterminata per le residue imputazioni in 16 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione; rideterminata la pena per Saverio Giampà (difeso dall’avvocato Canzoniere) in 11 anni e 8 mesi; assolto Luigi Leone (difeso dall’avvocato Larussa) dal reato al capo 3 per non aver commesso il fatto e rideterminata la pena per le residue imputazioni in 8 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione; assolto Giuseppe Cappello (difeso dall’avvocato Naccarato) dal reato al capo 9 perché il fatto non sussiste e rideterminata la pena in 8 anni, 7 mesi e 10 giorni; assolto Michele Bentornato (difeso dall’avvocato Larussa) dal reato al capo 1 (associazione mafiosa) per non aver commesso il fatto e rideterminata la pena inflitta in 4 anni, 5 mesi e 10 giorni e 1600 euro di multa. Sostituta, inoltre, la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’interdizione per la durata di 5 anni e la revoca della pena accessoria dell’interdizione legale e della misura di sicurezza della libertà vigilata. Rideterminata la pena per Michael Mercuri in 1 anno e 4 mesi (difeso dall’avvocato Larussa); ridetermina anche per Alberto Giampà in 4 anni, 5 mesi e 10 giorni e 1600 euro di multa (difeso dall’avvocato Careri). La Corte, sostituisce, inoltre, nei suoi confronti la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’interdizione per la durata di 5 anni e revoca la pena accessoria dell’interdizione legale e la misura di sicurezza della libertà vigilata.

La Corte ha confermato nel resto la sentenza impugnata. Condannati, inoltre, Pasquale Notarianni condannato a 10 anni e 8 mesi (difeso dagli avvocati Larussa e Marchese) e Fabio Vescio condannato alla pena di 3 anni e 4 mesi (difeso dall’avvocato Vescio) al pagamento delle ulteriori spese processuali; e Gianluca Giovanni Notarianni, Saverio Giampà, Pasquale Notarianni, Luigi Leone, Giuseppe Cappello, Michele Bentornato, Fabio Vescio e Alberto Giampà alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili.

L'operazione antimafia della Polizia di Stato era scattata il 28 giugno del 2017 ed ha portato all'esecuzione di provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Dda di Catanzaro a carico di altrettanti presunti affiliati alla cosca Giampà di Lamezia. I destinatari delle misure restrittive sono stati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso e di numerose estorsioni a carico di esercizi commerciali e imprenditori di Lamezia, oltre che di una serie di intimidazioni consistite nel posizionamento di bottiglie incendiarie nei pressi delle attività commerciali e di danneggiamenti con l'utilizzo di ordigni esplosivi. Ad alcuni indagati sono, inoltre, contestati anche episodi di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il pg nel mese di settembre aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, emessa il 3 giugno 2019 con rito abbreviato nei confronti di Giovanni Gianluca Notarianni (16 anni e 6 mesi); Pasquale Notarianni (10 anni e 8 mesi); Luigi Leone (9 anni); Giuseppe Cappello (9 anni); Michele Bentornato (8 anni 4 mesi); Fabio Vescio (3 anni e 4 mesi); Michael Mercuri (1 anno e 6 mesi); Roberto Castaldo (1 anno e 8 mesi) e Alberto Giampà (5 anni e 4 mesi). Era stata chiesta la riforma della sentenza a carico di Saverio Giampà da 12 a 15 anni di reclusione per la continuazione con la condanna del processo Medusa.

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