
Catanzaro – Parola alle parti civili nell’udienza odierna del processo d'Appello a carico di Marco Gallo. Il 38enne accusato di essere l'autore dell'omicidio dell'avvocato Francesco Pagliuso avvenuto nella notte fra il 9 e 10 agosto 2016. Nel febbraio scorso, la pubblica accusa - rappresentata dal procuratore Luigi Maffia - in oltre tre ore di requisitoria ha chiesto la conferma dell'ergastolo, già sancito in primo grado, oltre che l'isolamento diurno di Gallo. Inoltre, il pg Maffia ha anche chiesto che a Gallo, accusato di essere stato "un killer della 'ndrangheta e di avere commesso altri omicidi", venga applicata l'aggravante mafiosa, esclusa dai giudici di primo grado.
Anche su questo si è focalizzata la discussione degli avvocati di parte civile. Gli avvocati hanno concluso chiedendo il rigetto dell’appello dell’imputato e l’accoglimento dell’appello della Procura sull’aggravante del metodo mafioso o dell’agevolazione alla presunta cosca “Scalise”. In particolare, l’avvocato Ferraro ha chiesto l’acquisizione del dispositivo “Reventinum” del Tribunale di Lamezia Terme che ha condannato Gallo a 15 anni di reclusione, in primo grado, per associazione mafiosa e l’acquisizione (ex art. 500 c 4 cpp) delle sommarie informazioni rese da Antonio Scalise e Mirella Raso. I coniugi che, si ricorda, nel corso del processo hanno poi ritrattato quanto dichiarato in alcuni verbali di interrogatorio dell’estate 2022 ai magistrati della Dda di Catanzaro. Nel processo, che è alle battute finali, si sono costituiti parte civile i familiari dell'avvocato Pagliuso, la Camera penale e il Consiglio forense di Lamezia Terme, il Consiglio nazionale forense e i Comuni di Lamezia Terme e di Soveria Mannelli. Nel corso della prossima udienza, prevista per il 23 aprile, la parola passerà alla difesa.
R.V.
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