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Catanzaro - Nel processo per l’omicidio di Francesco Torcasio, che vede imputato in Corte d’Assise Antonio Voci, in udienza ieri è stato ascoltato il collaboratore di giustizia Umberto Egidio Muraca. Chiamato sul banco dei testimoni dal pubblico ministero Elio Romano insieme al padre Antonio che però non si è presentato, Muraca ha avuto modo di raccontare i suoi rapporti con la cosca Giampà e con quella dei Torcasio, sul suo tentato omicidio e su come il boss Giuseppe Giampà avesse ordinato di uccidere Francesco Torcasio e, in particolare, sulla posizione di Antonio Voci, perché accusato, in questo processo, di aver fatto parte del gruppo che, il 7 luglio 2011, ha ucciso il giovane in via Misiani. Un gruppo i cui componenti sono stati condannati a luglio con il rito abbreviato, mentre Voci, difeso dagli avvocati Leopoldo Marchese e Gregorio Viscomi, è imputato per aver inviato loro un messaggio con il quale avrebbe avvisato dell’arrivo della vittima.

Durante l’udienza Umberto Egidio Muraca ha detto di conoscere Antonio Voci solo per quanto riguarda lo spaccio e le truffe alle assicurazioni ma ha affermato di non sapere di una sua partecipazione a questo o ad altri omicidi. La posizione e le dichiarazioni di Muraca sono ritenute importanti, infatti, in quanto quel 7 luglio gli fu ordinato dallo stesso Giuseppe Giampà di fare da “esca” per Francesco Torcasio, facendogli credere di dover fare una rapina. Il collaboratore ha spiegato, inoltre, di come abbia fatto parte della cosca dei Torcasio prima, per passare poi a quella avversaria dei Giampà. In mezzo, il suo tentato omicidio che il padrino ordinò perché, insieme a Francesco Torcasio, compirono l’estorsione al distributore di benzina Martinica in via del Progresso, commettendo l’errore di sconfinare nel territorio della cosca avversaria.

L’avvertimento del boss, attraverso il tentato omicidio non portato a segno nei suoi confronti, determinò il riavvicinamento alla cosca con la consegna di Francesco Torcasio, che aveva già dichiarato di voler vendicarsi della morte del padre Vincenzo uccidendo Giuseppe Giampà. Fondamentale anche la prossima udienza, durante la quale sarà ascoltato Francesco Vasile, collaboratore di giustizia e che è stato già condannato per questo omicidio in particolare in qualità di esecutore materiale.

C.S.

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