
Lamezia Terme - L’affidamento di appalti nell’esecuzione di lavori edili è stato l’argomento al centro dell’udienza del Processo Piana a carico di Francesco Cianflone e Antonio Gallo. A spiegare le dinamiche degli affidamenti, due testimoni chiamati dalla difesa nell’ambito del processo che si sta celebrando nel tribunale lametino davanti al Presidente Carè e, a latere, i giudici Loscanna e Martire, che hanno risposto alle domande dell’avvocato Aldo Ferraro e del pm Elio Romano. I due imprenditori, imputati in questo processo, sono stati ritenuti dall’accusa “a disposizione” della cosca Giampà. A loro è stato contestato di aver avuto rapporti con la cosca Giampà che li avrebbero imposti come società di riferimento.
A salire sul banco dei testimoni, Rocco Scicchitano, in quanto dipendente della “Alba costruzioni” che ha riferito al Tribunale sui suoi rapporti con Antonio Gallo e la “Gama SaS”. Rapporti di lavori che si sarebbero svolti “alla luce del sole e con trasparenza”.
Il testimone, in particolare, ha parlato dei lavori eseguiti a Feroleto nella costruzione di alcune villette, dove la Gama doveva fare lavori di impianti elettrici e idraulici “rapporti con Gallo che – ribadisce il teste – sono stati scelti liberamente scelti da me”.
Durante l’udienza l’avvocato Ferraro ha parlato di quello che definisce “equivoco del processo” per via di alcune omonimie cercando di chiarire “quanti ‘Tonino’ hanno costruito a Feroleto”.
Il pm Elio Romano, invece, chiede al testimone quale sia il suo ruolo nell’Alba costruzioni: “io sono il Jolly, facevo di tutto”. Scicchitano, infatti, dice di essere dipendente della società che, ha specificato “è di mia figlia e di mia cognata ed è stata creata nel 2001”.
A salire sul banco dei testimoni anche l’ingegnere Pasquale Materazzo in quanto direttore dei lavori e progettista durante alcune costruzioni realizzate a Lamezia. L’avvocato ha chiesto al testimone se conosce Antonio Gallo della Gama Sas e come ha preso in appalto alcuni lavori “La Gama – ha affermato - sapendo di alcuni lavori credo si sia proposta direttamente”.
In merito alla presunta “imposizione” della ditta da parte di esponenti della criminalità, l’ingegnere nel rispondere al difensore di Gallo, ha affermato che “se fosse venuto uno da me ad impormi qualcosa lo avrei subito denunciato”. Anche rispondendo alle domande del pm, il testimone, che ha riferito di essere stato anche sindaco di Lamezia Terme dal 1986 al 1990 ha ribadito di non conoscere soggetti della criminalità organizzata. Il processo è stato infine rinviato al 24 aprile alle 12 per il completamento dei testi della difesa. Nelle udienze successive si procederà con le discussioni.
R.V.
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