
Lamezia Terme - Dopo più di quattro ore di camera di consiglio il collegio giudicante, composto dalla presidente Giusi Ianni e a latere Stefania Fontanarosa e Annalisa Martire, ha emesso la sentenza per il processo Rainbow 2 per 34 imputati che hanno scelto il rito ordinario e le cui accuse, per le quali sono stati chiamati in giudizio, riguardano, a vario titolo, l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, ricettazione, favoreggiamento, truffa e usura. Alla fine 7 sono state le condanne (la più alta è di due anni) mentre gli altri sono stati tutti assolti.
I giudici del tribunale lametino hanno assolto per il reato di associazione a delinquere Vincenzo Perri, Carlo Stranges, Luigi Stranges, Saverio Stranges, Teresa Ferrise, Sebastiano Trovato, perché il fatto non sussiste. Roberto Fittante, per il quale il Pm Luigi Maffia nella scorsa udienza aveva chiesto la condanna di 2 anni e 8 mesi con 10 mila euro di multa per il reato di concorso in usura, è stato assolto perché "il fatto non sussiste". E anche per Gianfranco Barbuso, per il quale il Pm aveva chiesto la pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione oltre al pagamento di una multa di 5mila euro per il reato di riciclaggio e falso, è arrivata l'assoluzione perché "il fatto non costituisce reato".
Armando Cammisecra e Carmelina Stefanelli, sono stati assolti per i reati che gli erano stati contestati, "per non aver commesso il fatto". Per Teresa Ferrise è intervenuta la prescrizione per tre reati ed è stata assolta per un altro perché "il fatto non sussiste". Emanuele Iannazzo, accusato di favoreggiamento, è stato assolto perché "il fatto non costituisce reato".
Maurizio Nicolazzo, Bruno Mastroianni, Antonio Boncordo, Flavio Scumaci, Giuseppe Curcio, Roberto Curcio, Pietro Natale Cimino, Carmela Abate, Peppino Bernardo, Saverio Scopelliti e Teresa Ferrise, Giuseppe De Fazio, Angelina Trovato, Rosario Achille Aversa, Anna Maria De Angelis, Giuseppina Gardafour, sono stati assolti dai giudici per i reati di cui erano accusati, per "intervenuta prescrizione". Francesco Ruberto, accusato di aver commesso un'attività di cambio assegni, è stato condannato per i reati commessi dopo il 30 agosto 2006 a 4 mesi e 20 giorni di reclusione e a 1467 euro di multa, con "sospensione condizionale e la non menzione della pena".
Saverio Costa, amministratore della Macom srl, accusato di evasione fiscale, è stato condannato a 4 mesi di reclusione e all'interdizione per sei mesi dagli uffici direttivi di persone ed imprese; per un anno dalle "funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria" e perpetuamente dall'ufficio di componente di commissione tributaria. È stato dichiarato, inoltre, "incapace di contrattare con la P.A." per un anno. Andrea Gaetano, Francesco Persico, Carlo Gallo e Francesco Vincenzino Maione, accusati di favoreggiamento, sono stati condannati a 3 mesi di carcere e al pagamento delle spese processuali. Il collegio ha ordinato, inoltre, per Andrea Gaetano la sospensione condizionale della pena. La pena più alta che il collegio dei giudici ha inflitto è stata quella di Sebastiano Trovato, condannato a due anni di reclusione, ad una multa di 516 euro e al pagamento delle spese processuali perché avrebbe "acquistato e o ricevuto o comunque occultato varia documentazione falsificata per procurarsi un profitto".
C. S.
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