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Lamezia Terme - Si è chiuso oggi il processo in abbreviato davanti al gup di Catanzaro Luca Bonifacio e che ha visto coinvolti una serie di imputati, accusati di far parte di un'associazione mafiosa che avrebbe operato in città dal 2007 al 2014. Un gruppo criminale che gli inquirenti all'apertura delle indagini hanno reputato “sostanzialmente autonomo, seppure inserito nel contesto ‘ndranghetistico lametino”, con accuse che spaziavano da spaccio, estorsione, porto d'armi e usura.

Oggi il giudice dell'udienza preliminare ha disposto la condanna per Sergio Ugo Roberto Greco, Cristian Greco e il collaboratore di giustizia L.P. rispettivamente alle pene di otto anni, sei anni e quattro anni di reclusione.

Assolti  "per non aver commesso il fatto" Giovanni Roberto e Davide Belvedere (entrambi difesi dall'avvocato Gianluca Careri), Carmelo Furci e Vincenzo Furci (difesi dall'avvocato Francesco Gambardella) Antonio Salatino (difeso dall'avvocato Antonio Larussa e Giuseppe Spinelli) Vincenzo Greco (difeso dall'avvocato Aldo Ferraro) e Giovannino Greco (difeso dall'avvocato Antonio Larussa) Maikol Rotundo (difeso dall'avvocato Lucio Canzoniere) e Francesco Rocca (difesi dall'avvocato Annarita Amato). Angelo Anzalone (difeso dall'avvocato Antonio Larussa) è stato assolto dal reato di concorso esterno. Per Giovanni Pujia (difeso dall'avvocato Gianluca Careri) è stata emessa sentenza di proscioglimento. 

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