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Catanzaro - Alcuni testimoni di polizia giudiziaria sono stati sentiti nell’ambito del processo per l'omicidio dell'avvocato Francesco Pagliuso, che si sta celebrando in Corte d'Assise a Catanzaro davanti al gup. A giudizio, il 34enne Marco Gallo. Gli inquirenti che si sono occupati di varie attività di sequestro e dei sopralluoghi sulla scena dell'omicidio, oggi in aula, ascoltati in qualità di testimoni, hanno ripercorso l’attività svolta sul caso. A commettere l'omicidio dell’avvocato lametino Francesco Pagliuso, avvenuto la sera del 9 agosto 2016, secondo l’accusa sarebbe stato il giovane “insospettabile”. Un omicidio, quello del noto penalista, che sarebbe maturato dalla rivalità tra i Mezzatesta e gli Scalise. 

Nello specifico si è tenuto il completamento dell'esame del Maggiore Vincelli, che ha specificato alcune circostanze rispetto alla scorsa udienza in merito alla disponibilità del magazzino di via Indipendenza da parte di Gallo, che ha rappresentato per lui quella che è stata ritenuta essere la "base logistica" per l'esecuzione dell'omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso, nonché per gli omicidi di Gregorio Mezzatesta e di Francesco Berlingieri che gli sono contestati. 

Nella stessa occasione è stato ascoltato anche il maresciallo Cecere, che era all'epoca comandante della Radiomobile dei Carabinieri di Lamezia Terme, e che per primo intervenne presso l'abitazione dell'avvocato Pagliuso alle 2:45 della notte tra il 9 ed il 10 agosto 2016. Il Maresciallo Cecere, che nel frattempo è stato trasferito al Nucleo Provinciale dei Carabinieri, a Catanzaro, ha altresì svolto e partecipato anche al seguito delle indagini, tanto da acquisire e sviluppare i dati del GPS che era installato sull'autovettura di Marco Gallo, e dalla cui analisi sono emersi i "movimenti anomali" di Gallo a partire dal 10 giugno 2016, data in cui la sua autovettura si è trovata più volte e per diverse ore, nei pressi di casa dell'avvocato Pagliuso, nei pressi dei suoi studi di Lamezia e di Soveria, e nei pressi dell'abitazione estiva dello stesso Pagliuso, di Villaggio del Golfo. 

Sempre il maresciallo Cecere si è poi occupato di acquisire i filmati delle telecamere di sorveglianza che esistevano nel giardino dell'abitazione dell'avvocato Pagliuso, che ha registrato le varie fasi dell'omicidio, nonché i dati del traffico WhatsApp del cellulare in uso a Marco Gallo, posto sotto sequestro quando è stato arrestato per l'omicidio Mezzatesta, sono stati poi acquisiti tutti gli atti irripetibili compiuti nel corso delle indagini, compresi i verbali di perquisizione e di sequestro eseguiti nei confronti di Gallo, nonché i tracciamenti dei movimenti dell'autovettura BMW serie 3 a lui in uso nel 2016 e delle celle agganciate dalla sua utenza cellulare, che dimostrano tutti gli appostamenti compiuti dall'imputato fino al 9 agosto 2016 per monitorare le abitudini di Pagliuso.  

Nel processo iniziato nel febbraio scorso, si sono costituiti parte civile, i familiari della vittima, il Comune di Soveria Mannelli, il Comune di Lamezia Terme, il Consiglio dell'ordine degli avvocati e la Camera Penale di Lamezia Terme. L'udienza è stata infine rinviata al 19 febbraio per proseguire con l'esame dei testimoni del Pubblico Ministero, rappresentato in aula dal dottor Elio Romano.

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