
Lamezia Terme – E’ stato sentito stamane, dal giudice del Tribunale lametino, Francesco Aragona, il 26enne Francesco Gallo, fermato ieri con l’accusa di essere l’autore di una tentata estorsione ai danni di un commerciante lametino che ha la sua attività a Capizzaglie, storicamente considerata zona sotto l’influenza della cosca Torcasio-Cerra-Gualtieri. Oggi, infatti, si è tenuta l’udienza di convalida e Gallo, assistito dal suo legale, l’avvocato Domenico Villella, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice non ha convalidato l’arresto perché non sussiste il pericolo di fuga ma ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistente la gravità indiziaria nei suoi confronti. Il giudice ha disposto, inoltre, la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Gallo era stato fermato ieri, con un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia di Catanzaro (Sostituto Procuratore Elio Romano, Procuratore Aggiunto Giovanni Bombardieri e Procuratore Capo Nicola Gratteri) ed eseguito dalla Squadra Mobile di Catanzaro e dal personale del commissariato di Polizia di Lamezia Terme.
Le indagini sono partite a seguito di una denuncia presentata dalla vittima che già in passato aveva subito attentati incendiari e dinamitardi. Dopo la denuncia, gli agenti hanno visionato i filmati del sistema di videosorveglianza e, proprio attraverso queste immagini, sono riusciti ad identificare l’autore delle richieste estorsive. Gallo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe chiesto l’estorsione al commerciante facendo intendere che il denaro sarebbe stato destinato ai soggetti con influenza criminale nella zona.
Pur non colpito da provvedimenti giudiziari relativi alla sua partecipazione a contesti di criminalità organizzata, Gallo era stato già oggetto di dichiarazioni di collaboratori di giustizia che lo indicavano come membro operativo della cosca Torcasio-Cerra-Gualtieri, particolarmente attivo nella commissione di atti intimidatori che avrebbero fatto da preludio a successive richieste estorsive. L’accusa per il 26enne è di tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa. Da ieri il ragazzo si trova nella casa circondariale di Catanzaro.
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