
Lamezia Terme - La polizia Tributaria di Catanzaro insieme alla guardia di finanza ha svolto un’operazione in materia di riciclaggio e false sponsorizzazioni. L'operazione è stata coordinata dal procuratore della Repubblica di Lamezia, Domenico Prestinenzi e dal comandante provinciale della guardia di finanza Domenico De Nisi. 79 le persone indagate per riciclaggio e false sponsorizzazioni riconducibili agli ex proprietari ed ex dirigenti della società dilettantistica lametina As Promosport Calcio e la successiva Usd Promosport; mentre sono 43 le destinatarie del provvedimento di sequestro beni. I Finanzieri, su disposizione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno sequestrato beni per 400 mila euro nei confronti degli indagati in alcune regioni tra cui Calabria, Sicilia, Toscana e Campania. Nelle indagini è stato scoperto un ingente giro di fatture false collegato alle false sponsorizzazioni. Il provvedimento emesso dalla Procura lametina giunge al termine d’indagini originate da una segnalazione dell’unità di informazione finanziaria della banca d’Italia sull’antiriciclaggio.
Gli accertamenti svolti dagli uomini del nucleo di polizia tributaria, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia, Domenico Galletta, hanno portato alla luce un articolato meccanismo fraudolento. In pratica, l’inchiesta riguarda la compagine societaria di un’associazione sportiva dilettantistica lametina, l'As Promosport e la successiva Usd Promosport negli anni 2006-2009 (l’attuale società è completamente estranea alla vicenda) che, attraverso il ricorso a false fatturazioni di ingenti somme di denaro, ha consentito ad altri operatori commerciali, sponsor dell’associazione, di evadere tasse e costituire cospicui “fondi neri”. I falsi sponsor, infatti, da un lato sborsavano ingenti somme a titolo di sponsorizzazioni, dall’altro rientravano delle stesse somme per contanti, al netto di una “trattenuta” che l'allora presidente dell’associazione sportiva, Sergio Nigro, cinquatatreenne lametino, tratteneva per sé. Gli sponsor con i falsi esborsi facevano figurare, fittiziamente, costi per abbattere gli utili e quindi evadevano le tasse da pagare allo Stato, l’associazione sportiva, invece, creava cospicue riserve di liquidità in “nero” che spartiva con gli sponsor stessi.
I finanzieri hanno così eseguito un provvedimento di “sequestro per equivalente” in grado di aggredire a tutto campo, fino al raggiungimento dell’importo da recuperare, il patrimonio degli indagati (si va dal negozio di elettronica alla grande distribuzione di bevande, dalle lavanderie al settore dell’edilizia). Gli imprenditori che sono stati raggiunti dal provvedimento di sequestro hanno sede per lo più nel lametino. Per i “falsi sponsor”, la guardia di finanza di Catanzaro ha, inoltre, allertato i reparti dei luoghi di rispettiva residenza, per l’effettuazione di altrettante verifiche fiscali volte a quantificare l’evasione delle imposte poste in essere.
Durante la conferenza stampa, il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Domenico Prestinenzi, ha evidenziato e sottolineato il lavoro svolto dalla Guardia di Finanza di Catanzaro che "sta rivolgendo massima attenzione al fenomeno dell'evasione fiscale e lo dimostra l'indagine sulle false sponsorizzazioni". "Quello che è stato scoperto - ha aggiunto - era un meccanismo abbastanza semplice che consentiva di abbattere i costi con l'evasione fiscale. Il provvedimento di sequestro dei beni ora ci consente di aggredire direttamente l'oggetto dell'evasione fiscale, evitando così escamotage".
Il comandante provinciale della guardia di finanza di Catanzaro, generale Antonio De Nisi, ha evidenziato che "il sequestro effettuato va a risarcire il danno subito dall'erario. Di fondamentale importanza è stata la segnalazione fatta dalla Banca d'Italia che ha attivato i controlli". Il comandante del nucleo di polizia tributaria, colonnello Mario Palumbo, ha affermato che "ora si procederà ad accertamenti fiscali nei confronti di coloro che hanno sponsorizzato la società sportiva per verificare l'utilizzo di altre fatture false".
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