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Lamezia Terme - E’ rientrata la protesta degli immigrati, ospiti del centro di accoglienza straordinaria gestito dalla cooperativa Malgrado Tutto, davanti al Commissariato di Lamezia Terme.  La protesta andava avanti da ormai cinque giorni con gli immigrati che avevano deciso di bloccare la strada, creando disagi alla circolazione stradale, per chiedere che si intervenisse anche sui ritardi nel rilascio del permesso di soggiorno.

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Nel quinto giorno di protesta dei migranti è arrivato nella tarda mattinata lo sgombero da parte degli stessi, a conclusione di una conferenza stampa voluta da diverse sigle, tra associazioni politico-culturali e sindacati da un lato e il movimento politico CasaPound dall’altro.

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A dare loro voce, tra un gruppo partecipato di cittadini e studenti, la Cgil Catanzaro, Usb, Casarossa 40, Altra Lamezia, Circolo Argada prc Calabria, Arci Lamezia. Il segretario generale della Cgil di Catanzaro, Giuseppe Valentino, chiarisce subito alcuni aspetti sulla vicenda “Malgrado Tutto”, ringraziando tutti coloro che si sono spesi in questi giorni per dare sostegno ai migranti, nonostante di contro le voci di chi dichiara un clima effervescente e di particolare disagio per la città, a causa del blocco della strada davanti il commissariato di polizia cittadino.  “A coloro che hanno espresso lamentele a causa del traffico chiediamo di perdere 10 minuti del loro tempo per comprendere che i loro diritti non sono affatto superiori a quelli dei migranti” – dice Valentino.  

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“Non viene chiesto il permesso di soggiorno – specifica - bensì assistenza, condizioni igieniche, informazione, una giusta difesa, trattamenti civili”. “In cooperativa c’è una sovrabbondanza numerica di non poco conto, circa 100 migranti in più rispetto alla norma, i quali sono tutti assistiti da un solo avvocato. Si può dunque parlare di difesa”? – continua Valentino. A differenza delle altre volte, le associazioni e i sindacati, quest’oggi, a seguito dello sgombero, rientreranno insieme ai migranti in cooperativa, “perché –hanno spiegato - così facendo, i migranti non saranno lasciati soli”. Inoltre verranno chieste maggiori ed efficaci garanzie al Prefetto di Catanzaro, invitandolo a mantenere alta l’attenzione su chi specula sul tema dell’accoglienza. “La nostra protesta continuerà ad andare avanti fino a quando i nostri diritti iniziano ad essere rispettati e fino a quando la Malgrado Tutto inizia a trattarci da essere umani” – dice Sidibe, migrante di circa 20 anni.

Rosa Tavella, investita come cittadina da questa problematica, chiede invece al Sindaco di Lamezia Terme e a tutta l’amministrazione comunale e al dottore Perri dell’Asp di Catanzaro di non essere ‘disattenti’ di fronte un problema di diritti umani e civili da salvaguardare. “Questi ragazzi hanno pulito strade e torrenti senza alcuna condizione di sicurezza e nell’irregolarità più assoluta dei contratti. Dobbiamo superare il muro dell’omertà, dobbiamo costruire insieme un’altra Lamezia e per far questo non bastano le sole rassicurazioni del prefetto, chiediamo dunque un tavolo tecnico che segua tutte le situazioni disputate” – dice ancora Rosa Tavella.

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Santino Piccoli, portavoce del gruppo di avvocati che spontaneamente ha preso a cuore la difesa dei migranti, chiarisce alcune inesattezze venute fuori in questi giorni dal consigliere comunale Mimmo Gianturco. “Il pool che si è attrezzato lo farà a titolo totalmente gratuito. Inoltre molti migranti hanno già ottenuto la protezione internazionale proprio perché arrivano da paesi di guerra, i permessi infatti sono valutati sulla base dei conflitti riconosciuti dall’ONU, ci sono guerre civili che spesso non vengono considerate tali perché manca un importante lavoro di preparazione all’audizione in commissione. Un punto su cui fare attenzione, ribadito più volte dai collettivi in conferenza, è quello per cui i migranti non chiedono il ‘permesso di soggiorno’ ma la ‘protezione internazionale’, poiché arrivano da zone di guerra e hanno il diritto di chiedere asilo. “Non deve esserci un requisito per avere accesso ad una Nazione” – conclude inoltre Francesco Di Cello di Casarossa 40.

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Durante lo sgombero dei migranti, anche il movimento politico Casa Pound con il consigliere comunale Mimmo Gianturco tiene a ribadire alcuni concetti a proposito del loro fermo ‘no al fenomeno dell’immigrazione e dell’accoglienza’. I migranti, che hanno poi manifestato le loro scuse alla città per il disagio causato, secondo Gianturco hanno creato “non pochi problemi bloccando una delle principali strade per un diritto individuale e non collettivo”. “I migranti della protesta sono 39 e a 34 di loro è stato negato il permesso di soggiorno. Dietro il fenomeno dell’immigrazione c’è il business delle cooperative che guadagnano attualmente più dello spaccio di droga, al quale business si aggiungono anche gli avvocati”.

Mimmo Gianturco si dichiara contrario alla logica dell’accoglienza ma vicino alla formula del ‘buon padre di famiglia’. “Se non è possibile sfamare gli italiani non vedo come si possano sfamare i migranti, i quali tra l’altro provengono da zone senza guerra, e arrivano qui in cerca di fortuna” – continua Gianturco. “Perché i sindacati non aiutano gli italiani e partecipano ad una protesta non autorizzata?”, ribatte un altro membro di Casa Pound. Il gruppo che, nella giornata di ieri ha lanciato la propria partecipazione al presidio, ha ricevuto una diffida da parte del Commissario, perché non autorizzata e perché in concomitanza con la preparazione del referendum. “Come mai ciò non si è ripetuto nei confronti della Cgil”? Continua Gianturco. “Non siamo contro gli immigrati ma contro tutto un indotto, un business, che non fa altro che arricchire se stessi. Il fenomeno dell’immigrazione quindi va immediatamente bloccato, e partire da un rimpatrio” – conclude Igor Colombo.   

V.D.

 

REAZIONI

Usb: “Finisce il presidio ma non la lotta”

“L’autonoma decisione dei migranti di rientrare nel centro accoglienza, nasce dagli impegni assunti ieri in Prefettura che lasciano sperare in condizioni di vita migliori all’interno della struttura,  per cui ci sarà una massima attenzione perché le cose cambino davvero. Stamattina, infatti, al termine della conferenza stampa tenuta dai comitati locali, da alcuni sindacati, tra cui USB, e dai rappresentanti dei migranti, questi ultimi hanno dato seguito a quanto deciso ieri sera in un’assemblea e sono rientrati nel centro”. E’ quanto afferma in una nota la Federazione Provinciale Usb Catanzaro in merito alla protesta dei migranti.

“Alta sarà l’attenzione di tutti perché gli impegni siano rispettati e, in tutti i casi, il comitato che si è spontaneamente costituito, vigilerà e si terrà in contatto con i migranti per verificare che le condizioni siano davvero diverse rispetto al passato. Se così non dovesse essere, la protesta riprenderà in modo ancora più determinato e deciso di prima”.

“Il responsabile nazionale della USB Migranti, ha intanto chiesto un incontro al Ministro degli Interni, per valutare la situazione a Lamezia e sapere quali saranno le azioni perche sia la dignità delle persone sia tutelata e rispettata. La solidarietà diffusa manifestata verso i migranti in protesta, che fa da contraltare alle dichiarazioni infastidite ed a volte xenofobe di alcuni esponenti della destra locale, ha fatto scoprire una Lamezia diversa, una Lamezia viva, solidale, una Lamezia disposta all’ascolto e all’accoglienza. E’ da questa esperienza, che ha permesso a molti di venire a contatto e conoscere una umanità straordinaria rappresentata da ragazzi venuti da lontano, che occorre ripartire per mettere in risalto le capacità che questa città ha di accogliere e di essere vicina a chi reclama il rispetto dei diritti”.

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