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Lamezia Terme - Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, presidente Valea, a latere Guerrieri e Zampaoli, ha annullato l’ordinanza nei confronti di Salvatore D’Agostino, di 29 anni dichiarando cessata la misura cautelare, mentre ha rigettato l’istanza per il fratello Pietro Giovanni D’Agostino di 34 anni. I due fratelli erano stati arrestati lo scorso 9 marzo dai carabinieri della compagnia di Lamezia, guidati dal comandante Vincelli, durante un controllo del territorio. I due avevano seppellito nel giardino di casa 150 grammi di marijuana, contenuti in due barattoli di vetro, ma anche denaro in contante, un bilancino di precisione e materiale utile per il confezionamento e la vendita.

Per questo i due fratelli, già noti alle forze dell’ordine e sottoposti ai domiciliari nel 2013 per detenzione ai fini di spaccio, detenzione illegale di armi clandestine e furto aggravato, erano stati arrestati e trasferiti in carcere. Il loro legale, l’avvocato Antonio Larussa, ha presentato istanza al Tribunale del Riesame. Istanza accolta solo per Salvatore D’Agostino a cui è stata annullata l’ordinanza mentre è stata rigettata per il fratello Pietro Giovanni. I due, però, rimangono comunque in carcere. 

La decisione del Trubunale del Riesame sulla posizione di Salvatore D’Agostino è stata così motivata dalla “riscontrata carenza dei gravi indizi di responsabilità”.  Nell’udienza del 31 marzo prossimo, l’avvocato presenterà istanza per confermare l’annullamento dell’aggravamento della misura cautelare anche alla luce delle decisioni del Tribunale del Riesame.

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