
Lamezia Terme - Il Tribunale del Riesame d Catanzaro (Presidente Valea) ha annullato l’ordinanza, limitatamente al reato di 416 bis (associazione mafiosa) per Francesco Gallo, il 26enne lametino, fermato a maggio con l’accusa di essere l’autore di una tentata estorsione ai danni di un commerciante lametino che ha la sua attività a Capizzaglie, storicamente considerata zona sotto l’influenza proprio della cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri.
Il collegio, in seguito all’istanza presentata dagli avvocati Domenico Villella e Antonio Larussa, ha ritenuto che ci fosse “l’insussistenza di gravità indiziaria in ordine alla condotta associativa, non riscontrando la credibilità estrinseca delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luciano Arzente”. Non ci sarebbero, quindi, secondo il collegio di giudici, riscontri alle dichiarazioni del collaboratore sull’appartenenza di Gallo alla cosca Cerra Torcasio Gualteri. Il Collegio ha, inoltre, su istanza dei legali, dichiarato l’incompetenza del Gip di Lamezia Terme perché è competente il Gip distrettuale di Catanzaro. Di conseguenza sarà il giudice distrettuale del Tribunale di Catanzaro a doversi pronunciare, entro 20 giorni.
Gallo, comunque, rimane in carcere per il reato estorsivo. L’udienza si è tenuta il 7 giugno ma la decisione del Tribunale del Riesame è stata depositata solo oggi.
Francesco Gallo era stato fermato il 19 maggio scorso, quando fu eseguito dalla quadra Mobile di Catanzaro e dal personale del commissariato di Polizia di Lamezia Terme, un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia di Catanzaro (Sostituto Procuratore Elio Romano, Procuratore Aggiunto Giovanni Bombardieri e Procuratore Capo Nicola Gratteri). Le indagini sono partite a seguito di una denuncia presentata dalla vittima che già in passato aveva subito attentati incendiari e dinamitardi. Dopo la denuncia, gli agenti hanno visionato i filmati del sistema di videosorveglianza e, proprio attraverso queste immagini, sono riusciti ad identificare l’autore delle richieste estorsive. Gallo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe chiesto l’estorsione al commerciante facendo intendere che il denaro sarebbe stato destinato ai soggetti con influenza criminale nella zona.
Pur non colpito da provvedimenti giudiziari relativi alla sua partecipazione a contesti di criminalità organizzata, Gallo era stato già oggetto di dichiarazioni di collaboratori di giustizia che lo indicavano come membro operativo della cosca Torcasio-Cerra-Gualtieri, particolarmente attivo nella commissione di atti intimidatori che avrebbero fatto da preludio a successive richieste estorsive.
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