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Lamezia Terme – Tra istanze, legittimi impedimenti e molti rinvii è ripreso, nell’aula Garofalo del Tribunale di Lamezia, il processo “Eumenidi”, scaturito dall’inchiesta che nell’aprile del 2017 ha messo sotto la lente la Sacal, società che gestisce i tre aeroporti calabresi. Corruzione, peculato, falso, abuso d’ufficio sono alcuni dei reati contestati, a vario titolo, agli indagati. Al centro delle indagini, anche le assunzioni con “Garanzia giovani”. È stato, quindi, concluso il controesame del maresciallo Vito Margiotta della Guardia di Finanza di Lamezia (che era già stato sentito nel corso di precedenti udienze). Anche il Pubblico ministero ha rivolto al teste altre domande alle quali si sono però opposte le difese. Ieri hanno, quindi, proceduto con il controesame le difese di Ionà e Torquato. In particolare, nel corso del dibattimento, per quanto riguarda i reati di peculato, è emerso che il presidente Colosimo, all’epoca dei fatti, avrebbe effettuato una telefonata a una donna, dipendente di Sacal, con la quale manifestava l’intenzione di “andarla a trovarla in Sardegna facendo un ordine di lavoro, a spese delle società”. Questo, quanto dichiarato in aula dal teste Margiotta nel corso dell’udienza svoltasi il 21 febbraio. Paventata la possibilità che alcuni reati andranno prescritti anche se, almeno per i più importanti, non vi è questo rischio.  

Il processo è stato poi rinviato al 9 maggio per completare i testi del Pm. In questo processo sono costituite parte civile: la Sacal, con l’avvocato Michele Cerminara, il Comune di Lamezia, con l’avvocato Caterina Restuccia, la Regione Calabria con l'avvocato Rosario Giuffrè e la Provincia di Catanzaro con l’avvocato Bruno Talarico, si è costituito parte civile anche il Comune di Catanzaro.

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