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Lamezia Terme – Il legale del 32enne arrestato nell'ambito della vicenda avvenuta negli uffici dei Servizi sociali del Comune di Lamezia Terme interviene in merito ai fatti per precisare alcuni aspetti della vicenda.

In particolare, il difensore Maria Valeria Ferrara precisa che “Il mio assistito non è un soggetto di etnia rom ma un italiano residente in Sicilia, recatosi a Lamezia Terme da solo, allo specifico scopo di incontrare il proprio figlio minore, nato da una precedente relazione con una donna di etnia rom”.

“Si specifica, infatti, che con sentenza del Tribunale Civile di Lamezia Terme il mio assistito ha ottenuto l'affido condiviso del figlio - il quale vive con la madre e la famiglia della stessa nel campo rom di contrada Scordovillo - nonché un calendario di incontri protetti con il minore alla presenza degli assistenti sociali del Comune di Lamezia Terme”. "Tali modalità di frequentazione padre-figlio si sono rese necessarie a causa dei pericolosi contrasti da sempre in essere tra il mio assistito e la ex compagna, nonché con i famigliari della stessa, ostili alla frequentazione del bambino con il padre e purtroppo sfociati nell'increscioso episodio del 4 giugno”.