
Lamezia Terme - A seguito di un’attività info-investigativa condotta dalla polizia di Lamezia, sono stati arrestati Cristian Greco e Ionut Pirciu Doru, venticinquenni, sorpresi dagli agenti ad irrigare 162 piante di canapa indiana in un appezzamento di terreno sulle sponda del fiume Amato, in località Palazzo di Lamezia.
Gli agenti del commissariato di Lamezia, infatti, stanno svolgendo da diversi giorni e settimane attività investigativa pura fatta di appostamenti e di ispezioni palmo a palmo dei corsi d’acqua. E’ stato proprio durante una di queste attività che gli uomini del dirigente Antonio Borelli hanno individuato una piantagione composta da 162 piante di canapa indiana coltivate dietro un canneto a dieci metri dalla foce del fiume Amato in località Palazzo lungo il rilevato ferroviario. Dopo una serie di appostamenti, gli agenti hanno sorpreso Cristian Greco e Ionut Pirciu Doru arrivare e iniziare a pulire l’area e provvedere all’irrigazione manuale della vegetazione. A quel punto la polizia è intervenuta costatando la flagranza del reato, In casa di
Pirciu Doru, un giovane con precedenti contro il patrimonio e che lavora all’autolavaggio della famiglia di Greco, è stato trovato altra droga del tipo marijuana e una pianta pronta per essere essiccata. Secondo gli inquirenti, infatti, la seconda fase, quella dell’essiccamento degli esemplari una volta tagliati avveniva nella casa di Pirciu Doru, anche lui come Greco, residente in una abitazione nel centro storico lametino. Il pm Maffia ha disposto per entrambi la misura degli arresti in carcere. Greco è già noto alle forze dell’ordine per altri reati quando nel 2008 fu trovato con una pistola calibro 9 e 30 grammi di sostanza stupefacente. Nel 2012 fu al centro di una rissa presso una nota discoteca. In quell’occasione, all’uscita di una nota discoteca della zona, staccò con un morso il lobo di un orecchio ad un giovane della provincia di Cosenza. Per il dirigente Borelli, presente alla conferenza stampa di oggi assieme al suo vice, la dottoressa Lucia Cundari, l’ennesimo sequestro operato dagli agenti arriva “dopo dieci giorni in cui sono state arrestate quattro persone e sequestrate tre piantagioni. Si tratta di attività d’investigazione pura che ci consentono di scoprire e bloccare giovani che in questo momento di vuoto di potere possono fare tanto”. Borelli ha ricordato come quello della coltivazione sia un fenomeno diffuso e come si tratti di “un business notevole. Avremo ancora nelle prossime settimane nuovi sviluppi”.



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