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Lamezia Terme, 15 maggio - Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, su delega della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo “per equivalente” d’importo pari ad oltre 3 milioni di euro emesso dal Gip del tribunale di Lamezia Terme nei confronti di una società per azioni operante a Lamezia nel settore dell’estrazione e della lavorazione di materiale inerte e nei confronti di due rappresentanti legali pro-tempore della stessa società che secondo alcune fonti investigative sarebbe riconducibile all'imprenditore Mazzei.

L’operazione costituisce l’ultima fase di una complessa attività d’indagine di polizia giudiziaria che, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia, ha permesso d’individuare e denunciare “un sodalizio criminale ramificato nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza dedito all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un importo complessivo accertato di oltre 16 milioni di euro”.

Sulla base dell’impianto probatorio la Procura ha chiesto ed ottenuto dal Gip un provvedimento cautelare reale, che questa mattina è scaturito nel “sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni”, ovvero: 2.806.221,77 euro di beni nella disponibilità dei due rappresentanti legali della Società e di altri 275.352,16 euro della stessa per un valore complessivo di 3.081.573,93 euro.

I beni sequestrati

Tra i beni sequestrati ci sono immobili residenziali e commerciali, terreni, quote societarie e disponibilità finanziarie.

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