
Lamezia Terme - Un nuovo arresto per estorsione e minacce ad un commerciante lametino. A finire in manette è Andrea Giampà, 29 anni. I fatti risalgono alle prime ore di lunedì quando, intorno alle 5, il 29enne è stato fermato presso la sua abitazione dal Nucleo Operativo radiomobile dei carabinieri di Girifalco e dal Nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma. Su Giampà pende un fermo d’indiziato di delitto, da parte della Dda di Catanzaro a firma del sostituto procuratore Elio Romano. Il giovane è accusato di tentata estorsione con minacce e illecita concorrenza aggravate dal metodo mafioso. I fatti scaturiscono da un atto intimidatorio presso un esercizio commerciale nel centro commerciale di Maida dove le vittime, padre e figlio, sono proprietari di un’attività di vendita al dettaglio (ma anche all’ingrosso) di prodotti di pelletteria e profumi. Una mattina, uno dei due titolari, ha trovato all’apertura una busta contenete un proiettile calibro 9 e una lettera in cui, in dialetto, si leggeva: Non parlare più sennò prossimo colpo in testa. I carabinieri di Girifalco riescono a convincere il titolare a sporgere denuncia in modo da avviare le relative indagini.
E’ così emerso come i titolari dell’attività vantavano un credito nei confronti della moglie dell’arrestato di 1.400 euro in quanto, la moglie di Giampà è titolare di un’attività similare nella zona ovest della città e con la quale è in corso un contenzioso civile per la restituzione dei 1.400 euro. Dalle indagini è così emerso che dal dicembre 2012 e fino al novembre 2014, Giampà ha portato avanti una serie di minacce verbali nei confronti dei due titolari arrivandosi a spacciare per un appartenente alla cosca dei Giampà e, facendosi “scudo” di tale affiliazione avrebbe cercato anche di farsi firmare una dichiarazione liberatoria del debito pregresso: una liberatoria che i due titolari si sono sempre rifiutati di firmare nonostante le minacce.
Le indagini condotte dai carabinieri hanno anche accertato come Giampà, i sabati pomeriggio, si sarebbe recato presso l’attività al centro commerciale minacciando i due titolari incurante della presenza delle telecamere di video-sorveglianza che avrebbero documentato l’accaduto. Giampà, negli ultimi tempi, aveva minacciato i titolari dell’attività commerciale anche per l’intenzione di quest’ultimi, di aprire una nuova attività commerciale vicino al negozio della moglie di Giampà. Il fermo è stato disposto in quanto poteva esserci il pericolo di fuga dell’indagato, anche per via del procedimento civile in corso, e perché si è ritenuto ci fossero elementi utili, scaturiti nel corso delle indagini, sulla possibile commissione di reati più gravi da parte di Giampà. Il fermo è stato convalidato nella giornata odierna e l’uomo si trova nel carcere di Siano a Catanzaro. Per il comandante dei carabinieri di Girifalco, il tenente Ponzio, si tratta di un episodio che fa capire come sia “tangibile la presenza dell’Arma nei confronti dei cittadini che decidono di denunciare. In tutto questo tempo siamo sempre stati vicini ed abbiamo protetto i titolari dell’attività vittime di estorsione”.
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