
Lamezia Terme – Sono state al momento interrotte senza risultati positivi le ricerche, a ridosso degli argini del torrente Piazza, da parte dei sommozzatori dei carabinieri di Messina, di una delle due pistole usate lo scorso 7 marzo nella sparatoria che ha causato la morte del 52enne Luigi Trovato e il ferimento di altre due persone, tra le quali un fratello della vittima. L’arma, per ammissione di uno dei due autori, dopo l’agguato era sta lanciata nel torrente. Come è noto, gli autori del delitto, Claudio Paola e Antonio Monteleone si sono costituti e sono rinchiusi nel carcere di Catanzaro.
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Dalle prime luci di stamane, infatti, i carabinieri con l’ausilio di metal detector hanno scandagliato la zona. Un torrente, il Piazza, non facile da perlustrare, impervio e col fondale poco chiaro. Tuttavia, il lavoro degli investigatori è appena all’inizio e proseguirà. Dopo il grave fatto di sangue, in città sono aumentati notevolmente i controlli delle forze dell’ordine e la presenza si avverte in centro e in altre zone. Molte le pattuglie di polizia e finanza. Per quanto riguarda l’Arma dei carabinieri si registra l’impiego degli uomini del Sio, Servizio intervento operativo per supportare i carabinieri della Compagnia e del Gruppo di Lamezia nel controllo del territorio. Dagli inquirenti grande riserbo in attesa dell’eventuale ripresa.
A.C.





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