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Lamezia Terme - Era stato sorpreso a dare un passaggio a due donne sospettate di esercitare l’attività di meretricio nel territorio lametino. L’uomo, 59 anni, difeso dall'avvocato Giancarlo Nicotera, era stato arrestato dalla Polizia Locale di Lamezia e liberato il giorno dopo dal Pubblico Ministero, Marta Agostini. Nell’ambito dei servizi di appostamento, pedinamenti e controllo del territorio al fine di prevenire e reprimere reati, gli agenti della Polizia Locale lametina avevano fermato l'uomo, i primi di ottobre, il quale alla guida della propria autovettura si trovava in compagnia di due donne che, stando alle indagini, erano dedite alla prostituzione. Da qui è stato disposto l’arresto immediato dello stesso con l’accusa di aver “favorito la prostituzione delle due donne accompagnandole presso i luoghi dove costoro esercitavano l’attività di meretricio. Con l’aggravante di aver agito ai danni più persone”.

Dunque, anche stando alle determinazioni della Pubblica Accusa che, ha inoltre emesso immediato decreto di liberazione dell’arrestato, l’arresto eseguito è stato ritenuto “fuori dai casi consentiti dalla legge in quanto difettavano i requisiti minimi per poter ragionevolmente ritenere che si stesse consumando il reato contestato”. E, pertanto “La condotta di mero trasporto, infatti, non appare idonea, di per sé sola, a configurare il favoreggiamento della prostituzione, rivestendo una connotazione neutra e comunque non penalmente rilevante, neppure nell’ottica del delitto tentato”.

L’uomo, sarebbe, quindi “stato fermato dagli operanti mentre si trovava alla guida della sua autovettura lungo la provinciale in Lamezia Terme con a bordo le due donne indicate al capo d’imputazione ed è stato tratto in arresto sul presupposto che le stesse accompagnando sul posto di lavoro, così favorendone la prostituzione. Tuttavia tale dato, che risulta dirimente ai fini della rilevanza penale del fatto, non appare dimostrato né dimostrabile, essendo gli operanti intervenuti prima che la condotta venisse portata a termine, o comunque, prima che gli atti potessero ritenersi connotati dal requisito della univocità rispetto all’evento. Appare evidente, invece, come l'uomo sia stato arrestato prima ancora di aver commesso il presunto reato, anche nella sua forma tentata e, comunque, in totale difetto del requisito della flagranza o della quasi flagranza”. Le indagini della polizia giudiziaria nei confronti dell’indagato continueranno anche se l’uomo, dopo l’arresto, è tornato in libertà.

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