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Lamezia Terme - Avrebbe intimidito, per scopi personali, una persona sparando contro il magazzino della vittima diversi colpi di pistola ma le telecamere e l’attività condotta dalla polizia scientifica di Lamezia lo hanno incastrato. E’ finito cos’ in manette il 23enne Antonio Pantano di San Mazzeo di Conflenti. Il giovane, a bordo dell’auto intestata al padre, avrebbe sparato otto colpi di pistola calibro 9 contro la saracinesca di un magazzino la sera del 5 marzo scorso in contrada Gabella di Lamezia. Dopo aver avviato le indagini per danneggiamento contro la saracinesca campionando i bossoli esplosi, la polizia ha provveduto ad acquisire i filmati di un negozio vicino dove si notava il fuoristrada di proprietà dei Pantano fermarsi vicino il magazzino mentre un braccio sporgeva dal lato guida pronto a sparare. Da qui l’attenzione posta dagli investigatori nei confronti di persone della parte nord della città che erano proprietari di mezzi simili a quello inquadrato e, grazie alla raccolta di alcuni indizi, si è risaliti al mezzo con caratteristiche identiche a quello ricercato e al quale era stato da poco smontata, probabilmente allo scopo di eludere le indagini, la cappotta. Gli uomini in forza al commissariato hanno deciso così di porre il mezzo sotto sequestro e richiedere al pm Santo Melidona accertamenti tecnici irripetibili per ritrovare, come infatti è poi avvenuto, residui di polvere da sparo (piombo, antimonio e bario)  proprio sul lato guidatore del mezzo sequestrato. Da successive verifiche è risultato come il padre del giovane, proprietario del mezzo, nel periodo in cui è avvenuto tale episodio si trovasse all’estero, Da qui la conferma che il mezzo potesse essere nella disponibilità esclusiva di Antonio Pantano. Gli agenti del commissariato hanno così arrestato il giovane che si trovava nella sua casa di Conflenti.

Il dirigente Borelli commentando quest’altra operazione portata a termine questa mattina ha spiegato come sia “importante considerato che molti di questi episodi di danneggiamento spesso rimangono impuniti. In questo caso l’attività investigativa e l’ausilio della videosorveglianza ci hanno permesso di giungere all’arresto del colpevole d’intimidazione. E’ un altro segnale che noi ci siamo e operiamo per la sicurezza del territorio”.

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