
Lamezia Terme, 13 gennaio - Si chiamava Antonio Gagliardi, l'uomo di 42 anni ucciso questo pomeriggio alle 17:30 nell'ottava traversa in via dei Bizantini in località Capizzaglie mentre stava per entrare in casa della fidanzata. Secondo quanto si apprende in queste prime l'uomo è stato freddato con cinque colpi di pistola calibro 7,65 esplosi da distanza ravvicinata e la corsa nel vicino ospedale è stata inutile. Stando a quanto trapela a sparare sarebbe un uomo coperto di passamontagna giunto a piedi sul posto. Gagliardi sarebbe riuscito a rientrare a casa e la fidanzata avrebbe chiamato il personale del 118. La vittima era già nota alle forze dell'ordine per quanto riguarda alcuni reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. L'omicidio è avvenuto a pochi passi dalla casa confiscata ai Torcasio e gestita da don Panizza. Proprio due giorni fa il clan Torcasio è stato colpito da alcuni arresti nell'operazione Remake. Sul posto sono giunti i Ris per i rilievi mentre il capitano Vincelli ed i suoi uomini hanno blindato la zona e stanno interrogando parenti e conoscenti della vittima.

Aggiornamento
Era legato da vincoli di parentela al pentito di 'ndrangheta Umberto Egidio Muraca, Antonio Gagliardi, l'uomo ucciso stasera a Lamezia Terme poco dopo avere lasciato la casa della fidanzata. Gagliardi, che aveva solo alcuni precedenti per droga, ha avuto solo il tempo di mettere in moto la propria autovettura e innestare la retromarcia prima di essere centrato da cinque colpi di pistola 7.65 al petto e all'addome sparati, a quanto è emerso successivamente, da un solo sicario, con il volto travisato da un passamontagna. E' stata proprio la fidanzata, dopo avere sentito il rumore degli spari, a precipitarsi sul luogo dell'agguato chiedendo aiuto. Sul posto è arrivata un'ambulanza del 118 che ha trasportato la vittima in ospedale dove però Gagliardi è giunto cadavere. I carabinieri della compagnia di Lamezia Terme, che stanno indagando sul movente dell'omicidio, non escludono nessuna pista. In particolare, l'attenzione si sta concentrando sul passato della vittima che ha precedenti legati alla droga.

REAZIONI
Angela Napoli: Serve particolare attenzione su Lamezia
"Con l'ulteriore nuovo omicidio avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi si impone una particolare attenzione sulla città di Lamezia Terme. Omicidi, tentati omicidi, ordigni contro negozi e attività commerciali, rapine, stanno davvero creando un clima preoccupante ed intollerabile per tutti i cittadini". E' quanto afferma, in una nota, la deputata Angela Napoli. "Lamezia Terme è il terzo Comune della Calabria per popolazione e da anni - prosegue Napoli - la faida tra le cosche della 'ndrangheta Torcasio-Cerra e Iannazzo-Giampa' ha fatto scorrere numerose scie di sangue per la città. Anche la presenza di alcuni collaboratori di giustizia sta acuendo la vendetta tra le cosche. E' di soli due giorni fa l'arresto di quattro pericolosi elementi della cosca Giampà, a dimostrazione che Forze dell'Ordine ed Inquirenti esercitano una scrupolosa attività; tuttavia penso che si renda necessaria una straordinaria presenza di Forze dell'Ordine al fine di poter effettuare una maggiore attività di controllo, nonché la cattura di tutti coloro, che già colpiti dai mandati giudiziari, si rendono a tutt'oggi irreperibili".
Pasquale Scaramuzzino (Labor): Basta omicidi e intimidazioni. Sostegno ad imprenditori che denunciano
Lamezia Terme, 14 gennaio - Vogliamo lanciare un messaggio, chiaro ed inequivocabile per esprimere tutto il nostro sdegno e la nostra irritazione per le cose che succedono in città in questi ultimi tempi e manifestare la nostra forte e profonda solidarietà verso tutti coloro che subiscono intimidazioni ed attentati dalla mafia e dalla criminalità organizzata. La città di Lamezia è stanca di subire questa continua violenza e non deve essere lasciata sola, mortificata dall’indifferenza generale. Quando i fenomeni raggiungono dimensioni tali come quelli raggiunti a Lamezia, si richiede necessariamente un intervento dello Stato e di tutte quelle forze politiche, sociali, giovanili e civili che in questa città hanno tanta voglia di produrre di rinascere a nuova vita. C’è una città operosa, fatta di persone perbene che si rifiuta di essere identificata con la mafia e la criminalità. Una città dinamica che pretende giustizia, che comprende, fortemente, il fatto che la mafia danneggia e allontana lo sviluppo che Lamezia meriterebbe di avere. Dobbiamo essere insieme protagonisti del cambiamento per scuotere le coscienze e stimolare l’impegno di tutti a migliorare il contesto in cui viviamo senza reticenze o timori. Il nostro intervento vuole dunque essere una forte denuncia verso questo stato di insicurezza ed illegalità certificata che spesso, con omicidi, bombe e quant’altro, la città è costretta a subire passivamente. Ma noi di Labor Lamezia vogliamo mettere in atto anche una proposta: sostenere e dare concretezza alle tante positività che esistono sul territorio e che alimentano la speranza: dalle forze dell’ordine alla magistratura dalle associazioni antiracket, alle scuole impegnate in percorsi sulla giustizia e la cittadinanza, dalle molte e diverse realtà del territorio che lavorano per costruire consapevolezza, opportunità, diritti, ai semplici cittadini che con il loro onesto lavoro, si impegnano a costruire un modello di legalità attiva e sostenibile. L’emergenza sicurezza e legalità vanno affrontate insieme. Con risposte chiare ed immediate, con progetti ed impegni che sappiano rispondere al degrado sociale e culturale di tante aree del nostro territorio, e delle tante marginalità sociali ed economiche che alimentano il crimine organizzato. Se non siamo capaci di valorizzare le cose positive del nostro territorio rischiamo di cadere nello sconforto, nel disorientamento, nella disperazione. Invece c'è bisogno di credere, e di fare. Di creare speranza viva. Ciò che manca è la consapevolezza che se esiste un sentimento di legalità, prima ancora che un valore, esso dipende dalla volontà di educare alla legalità ed all’onestà. Un sentimento che si costruisce soprattutto con l’interiorizzazione del rispetto altrui e del diritto, del senso dello Stato che può affermarsi, e del valore delle Istituzioni e della vita pubblica. Per questo il movimento Labor Lamezia esprime solidarietà e sostegno a tutti quegli imprenditori che con le loro coraggiose testimonianze hanno denunciato le estorsioni subite e favorito le ultime operazioni di polizia. Un plauso a tutte le forze di polizia, alle procure ed alla Dda per il forte impegno operativo sul territorio. Nella speranza che diventi certezza il vedere ulteriori e migliori risultati positivi del difficile ma indispensabile processo di epurazione della criminalità che la città attende da tempo. Noi di Labor Lamezia crediamo che oggi questo sia possibile soltanto con il contributo di tutti, ognuno nelle proprie responsabilità e competenze, al fine di suscitare nelle coscienze, nei contesti sociali che si sviluppano nel disagio, e nelle nuove generazioni, la ricerca di un orizzonte autentico di giustizia e di impegno per il bene comune, intesi come premesse alla legalità, di una legalità che vive, e che è ragione di vita".
Francesco Talarico, presidente consiglio regionale: Occorre mobilitazione istituzioni e società civile
"E’ una violenza mafiosa che preoccupa e alla quale occorre porre un argine, per restituire serenità ai tanti cittadini che stanno sopportando, con angoscia, questa spirale di aggressività criminale incontrollabile, in una comunità operosa e civile. Di fronte alla ormai lunga scia di omicidi, attentati, rapine e atti criminali, segno di un progressivo e costante imbarbarimento civile opera della mafia, occorre alzare il livello di attenzione e intensificare gli interventi sul territorio, per mettere fine al clima di violenza e all’agire minaccioso che turba la vita sociale di Lamezia. Non possiamo più fermarci alle condanne ed alle indignazioni. Dobbiamo anzitutto essere vicini e grati alle forze dell'ordine ed agli inquirenti, per l’intensità della loro azione e per i successi ottenuti nella lotta quotidiana alla criminalità mafiosa, spesso mettendo a rischio anche le loro vite, ma occorre mettere in campo iniziative e azioni volte a fortificare e sostenere l’attività degli uomini dello Stato. La situazione è allarmante e non può essere ignorata o sottovalutata. Con il sempre più manifesto feroce disprezzo per la persona e la vita umana, la mafia sta scoprendo sempre di più il suo volto di violenza e vendetta incontrollabile e la mobilitazione delle istituzioni e della società civile deve essere adeguata all’emergenza che si sta vivendo".

© RIPRODUZIONE RISERVATA