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Lamezia Terme – Dodici anni di carcere. È stata questa la richiesta di condanna per il 26enne Luigi Notarianni nel processo che si sta celebrando con rito abbreviato a Catanzaro nei confronti del giovane che era stato fermato nel settembre scorso con l’accusa di tentata estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa.

Oggi l’udienza al Tribunale di Catanzaro, durante la quale ha fatto la sua requisitoria il pubblico ministero Elio Romano e ha discusso anche il difensore del 26enne lametino, l’avvocato Gregorio Viscomi. Nella prossima udienza del 7 maggio, ci saranno eventuali repliche e la sentenza.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti che lo tenevano sotto controllo dopo la scarcerazione per fine pena del 26 marzo dello scorso anno, Luigi Notarianni avrebbe messo in atto una serie di atti intimidatori nei confronti di alcuni commercianti lametini.

In particolare, sarebbe il responsabile della collocazione di alcune bottiglie incendiarie con cartucce e messaggi intimidatori presso la sede di una autocarrozzeria e di un esercizio per la vendita di articoli per la pesca con lo scopo, quello di costringere i titolari a versare somme di denaro a titolo estorsivo. Il denaro sarebbe servito, come avrebbe detto lo stesso Notarianni ai commercianti a cui chiedevo il “pizzo”, per i suoi familiari detenuti. 

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