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Catanzaro – Si chiude con una condanna a 5 anni e 8 mesi il processo di appello a carico di Francesco Gallo, 28enne lametino accusato di due tentate estorsioni, aggravate dalla metodologia mafiosa, nei confronti di due diversi commercianti del quartiere Capizzaglie a Lamezia, storica roccaforte dei Cerra-Torcasio-Gualtieri.

Il giovane era stato condannato in primo grado a otto anni, al termine del processo con rito abbreviato al Tribunale di Catanzaro davanti al giudice Barbara Saccà. Una sentenza alla quale si è appellato il difensore di Gallo, l’avvocato Domenico Villella. La Corte (presidente De Franco) ha così riformato la sentenza: è stato condannato per i due fatti estorsivi, aggravati dalla metodologia mafiosa, escludendo l’aggravante delle “più persone riunite” e assolvendolo “perché il fatto non sussiste” dall’associazione mafiosa.

Francesco Gallo era stato colpito da due diversi provvedimenti nel 2016 entrambi su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro: uno a maggio e il secondo a luglio, per due tentate estorsioni.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Catanzaro e da personale del Commissariato di Polizia di Lamezia, nel primo caso, sono partite dopo la denuncia della vittima che già in passato aveva subito attentati incendiari e dinamitardi: dopo aver visionato i filmati della video-sorveglianza il 28enne è stato identificato come l’autore delle richieste estorsive. Successivamente, Gallo è stato fermato anche per un secondo episodio: secondo l’accusa avrebbe minacciato un altro commerciante. Il 27enne è stato incastrato sempre dalle telecamere: Gallo, infatti, nella stessa giornata e poco prima di recarsi dall'altro commerciante per avanzargli la richiesta estorsiva, si era recato presso un’altra attività imprenditoriale sempre in via dei Bizantini soffermandosi pochi istanti a parlare con un dipendente. La scena si ripeteva, nelle immagini registrate, ad alcuni giorni di distanza, quando sempre Gallo ha avvicinato il titolare dell’attività. Il sospetto che fosse sempre la stessa persona a chiedere il denaro a scopo estorsivo è stata confermata dall’escussione della vittimsa.

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