
Catanzaro – Erano stati arrestati lo scorso 11 luglio dai carabinieri con l’accusa di tentata estorsione a un imprenditore dell’hinterland lametino. L’uomo, a seguito di una proposta truffaldina che gli sarebbe stata avanzata da un suo vecchio conoscente, avrebbe assunto fittiziamente tre persone per poi licenziarli a fine anno, garantendo così loro di percepire “indebitamente” l’indennità di disoccupazione. Esasperato da un lungo periodo di vessazioni, l’imprenditore ha poi deciso di denunciare tutto ai carabinieri che hanno posto fine a questa storia eseguendo tre misure cautelari (una in carcere e due agli arresti domiciliari).
Protagonisti di questa storia, oltre all’imprenditore, Nicola Anzani Ciliberti, 30 anni, (per lui era stato disposto il carcere) la moglie Ida Villella, 34 anni, e Antonio Pasquale Saporito, 54 anni, (agli arresti domiciliari, poi revocati). Oggi, il Tribunale della libertà (Presidente Valea e, a latere, Rabagliati e Sorrentino) ha accolto completamente il ricorso presentato dagli avvocati Antonio Larussa e Fabio Davoli mettendo in libertà la donna, Ida Villella annullando così la misura.
Inoltre, il Tribunale si è espresso anche sulla richiesta di Riesame avanzata nei confronti di Nicola Anzani Ciliberti (difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Fabio Davoli) che si trovava in carcere. Per lui il Tribunale ha deciso per la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Nei giorni scorsi, inoltre, erano stati revocati i domiciliari anche per Antonio Pasquale Saporito, 54 anni, difeso dagli avvocati Paolo Mascaro e Raffaella Mendicino.
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