
Lamezia Terme – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia Terme, hanno eseguito, presso le case circondariali di Catanzaro e Palmi, due misure cautelari in carcere nei confronti di Angelo Francesco Paradiso e Pasquale Carnovale, 30enni lametini, per i reati, in concorso tra di loro, di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo e ricettazione aggravati dalle modalità mafiose.
I fatti in questione sono due tentati omicidi, quello di Giuseppe Morello e Pasquale Saladino avvenuti rispettivamente nel novembre e dicembre del 2011 a Lamezia Terme, e per i quali già il 18 luglio scorso i Carabinieri avevano fermato come indiziato di delitto Paradiso. I due, appartenenti alla cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri, avrebbero avuto un ruolo in entrambi i tentati omicidi. In particolare il 19 novembre 2011, in via Foderaro, due persone hanno affiancato a bordo di una moto Morello, e hanno sparato tre dei 9 colpi cal 3.80 auto.
Paradiso, nell’odierna ordinanza, è ritenuto anche il mandante ed esecutore materiale del tentato omicidio, compiuto l’11 dicembre dello stesso anno, nei confronti di Pasquale Saladino. Il fatto avvenne in via dei Bizantini, davanti il circolo arcipesca denominato “Jimmy”. Nell’occasione oltre alla vittima, raggiunta da sei dei 9 colpi cal 9x21 esplosi con il chiaro intento, considerato il numerico dei colpi, di causarne la morte, rimase ferito anche l’allora minore Pietro Cuda, colpito da un proiettile ad un piede.
Il Provvedimento cautelare, emesso dal Tribunale di Catanzaro, scaturisce dall’accoglimento delle risultanze investigative presentate dai militari dell’Arma, diretti dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro, nell’ambito della più ampia attività d’indagine denominata "Chimera", a seguito di attività di riscontri, raffronti e propalazioni di diversi collaboratori di giustizia nonché da accertamenti di tipo tecnico, effettuati dal Ris di Messina, e dalle immediate attività di tipo intercettivo poste in essere già nell’immediatezza dei fatti e che hanno permesso di appurare le piena responsabilità degli arrestati.
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